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Muore solo, nessuno al funerale. Lo paga il sacerdote

FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI) –  Muore solo, nessuno al suo funerale: glielo paga il sacerdote. E’ finita così la vita di un uomo di oltre 70 anni di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi.

L’uomo, che viveva in una casa di riposo, non aveva nessun parente o amico al mondo, solo un avvocato che gli faceva da tutore legale. Negli ultimi tempi era stato ricoverato in Nefrologia per dei seri problemi ai reni che, peggiorando, lo hanno portato alla morte. A questo punto, il tutore ha chiamato l’agenzia di pompe funebri De Cillis, chiedendo che si occupasse della sepoltura.

A questo punto, però, è venuto fuori che l’anziano non aveva nessuno. Così le pompe funebri si sono rivolte al sacerdote della parrocchia San Lorenzo Martire di Francavilla Fontana, don Salvatore Rubino, che non solo si è detto disposto a dare una benedizione alla salma, ma ha anche proposto di celebrare un vero e proprio funerale.

La vicenda è raccontata sul Messaggero da Maurizio Distante:

A dargli l’ultimo saluto erano in sei: quattro operatori delle pompe funebri, il sagrestano e il parroco della parrocchia San Lorenzo Martire di Francavilla Fontana. Sono stati proprio i titolari dell‘impresa funebre Nitof di Carovigno, i fratelli Giancarlo e Daniele De Cillis, a evitare che l’uomo, un oritano di più di 70 anni, deceduto da un paio di giorni nel reparto di Nefrologia dell’ospedale Dario Camberlingo di Francavilla Fontana, venisse seppellito in perfetta solitudine, come nessuno meriterebbe.

L’uomo non aveva nessuno al mondo, a parte un avvocato che gli faceva da tutore legale. A questo punto, il tutore ha chiamato l’agenzia di pompe funebri De Cillis, chiedendo che si occupasse della sepoltura.

A norma di legge, l’uomo sarebbe dovuto essere sepolto senza alcun tipo di cerimonia o funzione (…). I fratelli De Cillis, però, non se la sono sentita di lasciare andare così l’anziano, senza uno straccio di saluto: di loro iniziativa, hanno contattato il parroco di San Lorenzo, il latianese don Salvatore Rubino, al quale hanno chiesto per il defunto una piccola benedizione. Il sacerdote si è rifiutato di limitarsi a spargere solo un po’ d’acqua santa sulla bara, dando la piena disponibilità alla celebrazione di un funerale con tutti i crismi.

Anche la questione delle spese funebri è stata risolta senza troppi problemi.

Parte della somma, utile a coprire i costi materiale, è venuta dai pochi risparmi dell’uomo; una parte, spese comunali per la sepoltura incluse, ammontanti in 300 euro, le ha messe l’agenzia; la parrocchia, dal canto suo, ha rinunciato a qualsiasi tipo di contributo, fatto salvo un obolo elargito sempre dalla famiglia De Cillis.

 

 


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