Blitz quotidiano
powered by aruba

Murano, “cieco assoluto” prende 1700 euro di pensione. Ma…

Cieco assoluto, con relativa pensione e indennità di accompagno, in realtà ci vede benissimo

VENEZIA – Cieco assoluto, con relativa pensione e indennità di accompagno, in realtà ci vede benissimo. E’ il caso scoperto a Murano, Venezia. Ne parla il Gazzettino:

È accusato di aver percepito indebitamente, per più di vent’anni, la pensione di invalidità civile per cecità assoluta, nonché la relativa indennità di accompagnamento, per un ammontare pari a circa 1700 euro al mese, complessivamente oltre 400mila euro. Un uomo di 59 anni, residente a Murano, è stato rinviato a giudizio ieri mattina dal giudice per l’udienza preliminare di Venezia, Il pensionato di Murano è stato seguito dai carabinieri e filmato per alcuni giorni nello svolgimento delle attività quotidiane e, successivamente, la Procura ha sottoposto le immagini video ad un medico legale, il quale ha espresso alcune valutazioni, sostenendo che quei comportamenti non sono compatibili con la sussistenza di una cecità assoluta. Nelle registrazioni il cinquantanovenne è ripreso mentre attraversa la strada, riconosce persone o animali, individua oggetti, anche di piccole dimensioni.

A volte le persone accusate di essere falsi ciechi vengono assolte, come nel caso dell’invalido di Patti, in Sicilia. Il Gup del tribunale di Patti recentemente ha infatti deciso il non luogo a procedere nei confronti Salvatore Valerio, 80 anni, invalido accusato di truffa per essersi finto cieco e di nove medici medici componenti le commissioni che lo avevano esaminato e accusati vario titolo, di truffa, falsità ideologica e falsa perizia.

Nel marzo del 2014 i carabinieri denunciarono l’anziano che prende una pensione di invalidità perchè cieco e i componenti della commissione medica che hanno accertato la sua invalidità presso l’Asp di Sant’Agata Militello e i componenti della Commissione Medica Superiore dell’Asp di Messina.

I militari avevano ripreso l’uomo mentre girovagava tra le vie di Santo Stefano di Camastra, a piedi, o mentre faceva acquisti al supermercato o potava le piante. I periti però hanno dimostrato la sua innocenza come spiega l’avvocato dell’anziano, Francesco Pizzuto: “I nostri consulenti hanno dimostrato in aula che il mio cliente poteva svolgere alcuni lavori nonostante la grave menomazione perchè pur avendo seri problemi alla vista e avendo diritto alla pensione perchè affetto da una patologia che lo stava portando alla quasi cecità poteva svolgere alcuni lavori. Il termine legale cecità come spiegato non si intende nell’accezione comune perché tecnicamente indica anche chi ha seri problemi alla vista ma ancora riesce a vedere alcuni movimenti”.