Cronaca Italia

Napoli, 69 arresti per favori ai Casalesi. Coinvolti imprenditori e politici

Napoli, 69 arresti per favori ai Casalesi. Coinvolti imprenditori e politici campani

Napoli, 69 arresti per favori ai Casalesi. Coinvolti imprenditori e politici campani

NAPOLI – La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare in un’inchiesta sul clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche politici ed imprenditori. Arrestato il consigliere regionale della Campania Pasquale Sommese (Ncd), ex assessore al Turismo della Regione Campania. Sommese è ritenuto dagli inquirenti colui che garantiva l’erogazione dei fondi regionali. Arrestato anche il sindaco di Aversa (Caserta) Enrico De Cristofaro, indagato nella qualità di ex presidente dell’Ordine degli Architetti di Caserta. I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa.

Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l’imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan del boss omonimo. Agli arresti inoltre Raffaele De Rosa, fratello dell’attuale sindaco di Casapesenna (Caserta), comune in cui è nato e vissuto, trascorrendo parte della sua latitanza, il boss Michele Zagaria.

C’è anche il presidente della Fondazione Banco di Napoli, il prof. Daniele Marrama, 43 anni, tra i professionisti finiti ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pilotati. Il coinvolgimento di Marrama, secondo quanto si è appreso, sarebbe legato alla sua attività professionale – è docente di diritto amministrativo – e non avrebbe alcun legame con la presidenza della Fondazione.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti 18 appalti concessi tra il 2013 e l’inizio del 2016 da vari comuni del Casertano, come Alife, Francolise, Riardo, tra cui lavori per ristrutturazioni di importanti immobili storici; tra gli indagati soprattutto professionisti, come ingegneri e architetti componenti delle commissioni di gara nominate dai vari Comuni responsabili dell’affidamento dei lavori, che, secondo i magistrati della Dda di Napoli, finivano quasi sempre a poche ditte, alcune collegate al clan Zagaria.

L’indagine ruota attorno alla figura dell’ingegnere Guglielmo La Regina, anche per questo è stata denominata “The Queen”; lo stesso Gip parla di “sistema La Regina”. L’inchiesta rappresenta una tranche di quella che nel 2016 portò in carcere l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro per presunta corruzione in relazione ai lavori dello storico palazzo Teti Maffuccini; anche allora furono arrestati La Regina e l’imprenditore Alessandro Zagaria.

 

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