Blitz quotidiano
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Napoli baby-gang. Mitra, calibro 9… la “paranza dei bimbi”

Napoli baby-gang: Alfano vuole l'esercito in una città di boss adolescenti e ragazzini armati. Venerdì scorso doppio agguato e due morti in poche ore

NAPOLI – Napoli baby-gang. Mitra, calibro 9… la “paranza dei bimbi”. Armi e munizioni provengono da Repubblica ceca e Russia, o dalle consuete rotte balcaniche, oppure sono frutto di rapine ai danni di vigilantes: mitra kalashnikov, pistole calibro 9 e magnum stipano gli arsenali della “paranza dei bimbi”, giovani e giovanissimi con ambizioni da boss che non esitano a sparare, uccidere, seminare il terrore nelle zone di controllo della camorra.

Criminali adolescenti ingrossano le fila dei clan superstiti e decapitati dalle inchieste: Napoli baby-gang è l’ultimo tragico racconto di una violenza metropolitana che suggerisce al ministro dell’Interno Alfano l’uso dell’esercito per le strade. Tra il primo luglio 2014 e il 30 giugno 2015, i carabinieri del comando provinciale di Napoli diretto dal generale Antonio De Vita hanno sequestrato 1265 fra armi da fuoco e armi bianche, più di 23 mila munizioni e quasi 10 mila chilogrammi di esplosivo.

Napoli baby-gang significa ragazzini/soldato che si contendono le piazze dello spaccio e delle estorsioni, fanno scorrere sangue in balia di una vera e propria mistica delle armi, che maneggiano, custodiscono, esibiscono con cura e passione maniacali. Sparano per gioco a persone inermi e che non c’entrano nulla solo per testare il nuovo “giocattolo” arrivato. Dario Del Porto di Repubblica ha letto alcune intercettazioni significative tratte dall’inchiesta dei magistrati Woodcock e De Falco.

“Ma pensa che è nuova, nuova e imballata”, dice compiaciuto uno dei rampolli della famiglia Giuliano, Guglielmo, durante un colloquio intercettato alla fine di gennaio del 2014. Uno degli affiliati chiede se quella pistola è “la special 92″. E un altro giovane Giuliano, Toni, risponde da esperto del settore: “No, no, 92 F S, è la nuova. Fuori serie calibro 9 per 19. Le botte dentro vanno, la teniamo solo noi”. Per un bel pezzo il gruppo discute solo di pistole. Parlano di quella “con tredici botte”, scherzano sulla “357 cromata con il manico di gomma, quello là è secco e lungo… quello di Al Capone”.

[…] In un’altra intercettazione, alcuni indagati preparano un agguato e si consultano: “Me la puoi dare una 45?”, chiede uno. Un altro replica, ironico: “Tu salti in aria con la 45″. Un terzo interlocutore li rassicura: “Sparo con la Beretta, la 9 grossa… fa paura…”. (Dario Del Porto, La Repubblica)