Cronaca Italia

Napoli, documenti falsi agli immigrati: 7500 già pronti per la consegna

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Napoli, documenti falsi agli immigrati: 7500 già pronti per la consegna

NAPOLI – Un centro di stampa di documenti falsi per immigrati è stato scoperto dall’antiterrorismo a Napoli. Oltre 7500 documenti erano già pronti per la consegna e sono stati scoperti dalla polizia municipale in un edificio vicino alla moschea di Piazza Garibaldi.  Le indagini, che hanno visto il coinvolgimento per giorni di numerosi agenti, hanno portato all’arresto in flagrante di un cittadino ghanese, Mohammed Alì Tahiru, il 24 ottobre. Gli atti, come si apprende dagli investigatori, sono già al vaglio della sezione antiterrorismo della Procura di Napoli.

All’interno della stamperia, un tugurio all’ultimo piano di vico Fundaco Vicaria Vecchia, sono stati rinvenuti 7.500 documenti tra passaporti, carte d’identità, patenti di circolazione e permessi di soggiorno oltre a tutto il materiale necessario per la produzione, tra cui i timbri delle questure di Caserta, Roma e Bologna, e 3.000 euro in contanti. Tra i documenti falsi destinati agli immigrati e sequestrati anche cento carte d’identità in bianco risultate rubate nel Comune di Portici e venti nel Comune di Napoli.

Tahiru nascondeva passaporti americani, italiani e spagnoli all’interno di un materasso. Dopo l’arresto dell’uomo, anticipato stamane da alcuni quotidiani, gli agenti della Municipale hanno fatto irruzione all’interno della centrale, un locale sporco e fatiscente, con un solo letto. Proprio sventrando il materasso hanno rinvenuto passaporti di Usa, Spagna e Italia. In un angolo dell’appartamentino stampanti laser di ultima generazione e tre computer. Ricostruite le abitudini dell’uomo che la mattina si recava in moschea alle 12 per raccogliere gli ordini e nel tardo pomeriggio consegnava i documenti, scrive Leandro Del Gaudio sul Mattino:

“In sintesi, il ghanese aveva allestito una vera e propria stamperia all’interno della propria abitazione e aveva creato un mercato del documento falso, anche grazie al singolare via vai con la Moschea di via Torino. Funzionava in questo modo: una volta entrato in contatto con immigrati – per lo più di origine africana – il 42enne ghanese si accordava sul prezzo e sul modus operandi: scattava una foto, che scannerizzava in casa, che adattava al documento richiesto, a sua volta riportato nel luogo di culto di via Torino e consegnato al richiedente. Il tutto – secondo quanto ha dichiarato il ghanese – per una miseria: venti euro, tanto sarebbe stato il costo di una identità falsa o di una cittadinanza nuova di zecca, comunque di un documento con il quale muoversi liberamente in tutti i paesi dell’Unione europea. Inchiesta in corso, al momento gli inquirenti non credono che il prezzo dei documenti fosse così basso e puntano a verificare l’esistenza di contatti e complicità napoletane da parte del cittadino ghanese. Inchiesta destinata a finire all’attenzione del capo del pool antiterrorismo della Procura di Napoli, il procuratore aggiunto Rosa Volpe”.

Attaccate al muro più di trecento fototessere presumibilmente di clienti in attesa di ricevere il documento commissionato. Diversi i documenti riferibili alla stessa persona ma con identità diverse. L’uomo, hanno accertato gli investigatori, raccoglieva le richieste la mattina all’esterno della moschea di Via Torino garantendo la consegna dei documenti nel pomeriggio. Gli agenti lo hanno bloccato mentre usciva di casa con i documenti da consegnare. Al momento dell’arresto ha fatto resistenza cercando di disfarsi dei documenti.

 

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