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Napoli, la obbliga a rapporti con 11 amici: minacce a sito che dà la notizia

NAPOLI- Filmata durante un rapporto e ricattata. E, perché quei filmini non girassero, violentata tante volte, da 11 ragazzini in tutto. Quindici anni lei, quasi coetanei gli aguzzini che hanno dai 13 ai 17 anni. E, qualora non bastasse, questa storia di bieca violenza si intreccia con la camorra e i metodi ad essa più congeniali: la minaccia, la spavalderia, il ricatto, anche agli adulti, anche ai giornalisti perché tacciano. Sono questi, in sintesi, i contorni della storia di violenza carnale che arriva da Pimonte, paese di 6mila anime alle porte di Napoli.

La storia è questa: una ragazzina di 15 anni trova il coraggio di denunciare ai carabinieri quello che subisce da settimane. Tempo prima aveva conosciuto un ragazzino coetaneo, mingherlino, noto in paese per essere un po’ spavaldo di carattere ma soprattutto per venire da una famiglia non proprio di onestà cristallina. Lui la porta in campagna, lei all’inizio è consenziente perché attratta dal ragazzo. Ma quando si ritrovano isolati lui la convince a fare insieme nonostante abbia convocato 4 o 5 suoi amici per filmare la scena. A quel punto, con il video in mano, i ragazzini ricattano la ragazza: o subisci o il video diventa pubblico. La poveretta si sottomette al branco e inizia il martirio. I ragazzi la violentano a turno, a più riprese e nel corso di più settimane. Non solo loro, anche altri amici. In totale, alla fine della storia saranno undici.

I fatti erano diventati di dominio pubblico circa 20 giorni fa, in seguito ad un articolo apparso su un sito internet che annunciava l’avvio di indagini per una presunta violenza di gruppo da parte di minorenni ai danni di una 15enne, accostando la storia ad una analoga vicenda accaduta a giugno a San Valentino Torio (Salerno).       Qualcuno aveva fatto circolare sui social network la notizia e l’autore della violenza era andato a minacciare pubblicamente, nella piazza del paese, l’autore dell’articolo: un uomo adulto, tre volte più grande d’età del ragazzino.

Tra gli 11 minorenni che hanno ricevuto la notifica dell’Ordinanza di custodia cautelare per le violenze sessuali, almeno un paio sono legati da vincoli di parentela a elementi della criminalità locale. Altre famiglie sono di origini umili: operai, manovali, casalinghe che stanno vivendo questa storia con grande vergogna e dolore. Anche la famiglia della ragazza sarebbe di umili origini, ma onesta. E nel paese ora tutti si interrogano sulle sorti dei ragazzini implicati nella violenza e su eventuali altre vittime del branco.

C’è sconcerto tra i genitori dei ragazzini ora che è diventato di pubblico dominio il ”gioco” dei video- mediante il quale è stata a lungo ricattata una 15enne del Napoletano. Il timore è che la giovane non sia l’unica vittima del branco. Due delle 11 famiglie coinvolti in questa torbida vicenda hanno chiesto aiuto al parroco. ”E’ una brutta storia che scaturisce dal disinteresse familiare nei confronti dell’educazione da impartire ai propri figli – commenta il parroco – questa è l’età in cui i giovani, se abbandonati a loro stessi, sono a maggior rischio. “Sono ragazzi che fino alla celebrazione della Prima Comunione vivono in un ambiente sano, aiutati a formarsi nei valori del rispetto reciproco. Ma per le famiglie, dopo la festa al ristorante e i fuochi d’artificio, non c’è più nulla. E i risultati sono questi. Io li avverto dall’altare. Noi qui offriamo tante attività, giochi, gite. Non è vero che questi giovani non hanno altre opportunità di svago nel nostro piccolo Comune. Perché, purtroppo, chi ha coltivato questa perversione, lo ha fatto per divertirsi. E’ stato uno ”svago”. Non è stato fatto per soldi, solo per passare il tempo con gli amici. Tutto questo però ora assume le sembianze dell’orrore”.


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