Cronaca Italia

Napoli, soldi del Cnr per ristrutturare casa: arrestato funzionario

Napoli, soldi del Cnr per ristrutturare casa: arrestato funzionario

Napoli, soldi del Cnr per ristrutturare casa: arrestato funzionario

NAPOLI – Con i soldi del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche per cui lavorava, avrebbe pagato acquisti per sé come una vasca con idromassaggio, ristrutturazioni nel suo appartamento, giochi gonfiabili per la sua seconda attività di intrattenimento di bambini, mobili e tende. Ammonta a oltre un milione di euro la somma di denaro di cui, secondo l’accusa, si sarebbe impossessato Vittorio Gargiulo, un funzionario del Cnr di Napoli, sottraendola ai fondi di un settore dell’Istituto di ricerca per il quale era l’unico soggetto legittimato a firmare i mandati di pagamento.

Gargiulo, segretario amministrativo dell’Istituto Ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche, è stato fermato lunedì 27 marzo dalla Guardia di Finanza di Napoli con l’accusa di peculato e concussione. Il provvedimento di urgenza si è reso necessario, spiegano gli investigatori, perché Gargiulo stava per scappare in Gran Bretagna: aveva intuito che rischiava di finire in carcere in seguito ad alcune perquisizioni eseguite dai finanziari presso gli uffici del Cnr.

Le indagini sono state avviate in seguito alle verifiche interne svolte al Cnr. Si è partiti dall‘anomalia di una fattura relativa a una consegna effettuata non presso l’istituto bensì alla residenza di Gargiulo: giochi e giostre gonfiabili che sarebbero stati utilizzati per l’attività di intrattenimento gestita dallo stesso Gargiulo denominata ”Facimm fest”. La spesa da 32mila euro fu contabilizzata come ”materiali di consumo da laboratorio”.

Gli illeciti contestati si riferiscono a un arco di tempo che va dal 2011 al 2015. Con i soldi del Cnr Gargiulo avrebbe ristrutturato la propria casa, realizzando una vasca con idromassaggio (11mila euro), acquistando teloni e tende, mobili (questi ultimi a titolo di spesa per campagne oceanografiche), nonché materiale informatico per 500mila euro, in parte rivenduto a terzi, in parte trattenuto per sé o ceduto a colleghi, amici e parenti.

Gli inquirenti hanno individuato anche acquisti fittizi per 325mila euro (fatture di ingenti importi di frutta e verdura, sapone e detersivi, prodotti cartotecnici scolastici e commerciali): prodotti pagati dall’Istituto con bonifici in parte poi riaccreditati su conti correnti di persone ”compiacenti”.

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