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Napoli, tatuaggio con inchiostro tossico: rischio epatite e Hiv

NAPOLI – Inchiostri scaduti nello studio di un tatuatore: i carabinieri della stazione di Capodimonte, zona di Napoli, li hanno scovati nel corso di una serie di controlli svolti insieme a personale dell’Asl di Napoli. In un laboratorio per tatuaggi su viale Farnese è emerso che alcuni flaconi utilizzati dall’operatore, un 38enne napoletano, erano scaduti, in alcuni casi anche da due o tre anni. Il materiale è stato sequestrato anche per evitare possibili danno ai futuri utenti e l’uomo è stato denunciato.

Come scrive Daniela De Crescenzo su Il Messaggero di Roma,

tra i giovani gli avventurieri del tattoo sono diventati una specie diffusa e pericolosissima: chi ha voglia di risparmiare si affida ad operatori improvvisati. Oggi è possibile comprare un appuntamento in studio anche attraverso i siti di offerte che propongono tutto dalla cena alla visita medica, a prezzi scontati.

Ma chi sceglie il risparmio ad ogni coso rischia grosso. Le conseguenze di un tatuaggio mal fatto, infatti, sono diverse e tutte estremamente fastidiose. Non a caso sul tema è stata varata già nel 2008 una direttiva europea che fornisce norme precise sulla composizione ed etichettatura dei prodotti usati nei tatuaggi e nel trucco permanente; sulla valutazione del rischio delle sostanze impiegate per la composizione di tatuaggi prima dell’immissione in commercio; sulle condizioni igieniche adatte all’applicazione di tatuaggi; sull’obbligo di divulgazione dei rischi sulla salute.

Il pericolo più diffuso è quello di una reazione allergica. Gli inchiostri per i tatuaggi, soprattutto quello rosso, possono causare eruzioni cutanee e prurito. E la reazione può verificarsi anche diversi anni dopo il tatuaggio. Da non sottovalutare ovviamente anche il rischio di infezioni con conseguenti rossori, gonfiori, dolore e pus. Non è finita. A volte intorno al tatuaggio si formano piccoli rigonfiamenti, detti granulomi. Ma la minaccia da temere più di ogni altra è quella delle patologie infettive: se l’attrezzatura è contaminata da sangue infetto, si rischia di ammalarsi di epatite B o C, tetano e addirittura di HIV.