Blitz quotidiano
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‘Ndrangheta, 10 fermi a Reggio Calabria: anche dirigenti e funzionari pubblici

REGGIO CALABRIA – Una maxi operazione dei carabinieri di Reggio Calabria contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti concessi dal Comune ha portato a 10 fermi da parte della Dda e al sequestro preventivo di beni per circa 42,5 milioni di euro. Tra gli indagati ci sono anche dirigenti, funzionari pubblici e imprenditori che sono accusati a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni e estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Secondo quanto emerso nell’inchiesta Reghion, a Reggio Calabria operava un “comitato d’affari” composto da dirigenti e funzionari pubblici e imprenditori, capace di gestire la “macchina amministrativa comunale” nell’interesse della ‘ndrangheta. Il comitato, aggirando la normativa antimafia, riusciva ad orientare la concessione di appalti multimilionari in favore di holding imprenditoriali riconducibili alle cosche. Nell’operazione, a due società operanti nel settore della depurazione delle acque e di fornitura di servizio idrico integrato, è stata contestata la responsabilità amministrativa da reato. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 10.40 al Comando provinciale dei Carabinieri.

I carabinieri hanno inoltre operato un sequestro preventivo di beni per 42,5 milioni di euro. In particolare sono state sequestrate 15 società, con relativo patrimonio aziendale o quote societarie, e due esercizi pubblici riconducibili ad alcuni degli indagati.