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‘Ndrangheta a Lavagna, sciolto il Consiglio comunale

LAVAGNA (GENOVA) – ‘Ndrangheta a Lavagna, in provincia di Genova. Sciolto l’intero consiglio comunale. Ed ora si dovrà procedere al commissariamento. Dopo l’arresto del sindaco Giuseppe Sanguineti lo scorso 20 giugno nell’ambito dell’inchiesta su un traffico illecito di rifiuti nella provincia di Genova gestito da presunti appartenenti alla ‘ndrangheta, l’intera maggioranza del Comune si è dimessa.

Dieci fra asri e consiglieri hanno rassegnato le dimissioni venerdì 24 giugno. Si va quindi verso lo scioglimento del Comune guidato da Sanguineti, agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Dda sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta insieme al consigliere Massimo Talarico. Dimissioni anche per il vice sindaco Luigi Barbieri, indagato nell’ambito della stessa inchiesta.

“La vicenda ci ha sconcertato, disorientato e rattristato. Non possiamo portare avanti un compito già oneroso che abbiamo cercato di svolgere al meglio e rimettiamo il mandato condiviso con gli elettori”, ha detto l’asre Nicoletta Rebori, leggendo un comunicato davanti ai consiglieri di maggioranza.

“Abbiamo appreso i particolari dai media perché è impossibile parlare con il sindaco – hanno detto i consiglieri dimissionari della lista “Movimento per Lavagna” – la giustizia farà il suo corso ma la nostra delusione è ai massimi livelli”. Ora la speranza dei cittadini è di avere subito un commissario prefettizio, soprattutto visto l’avvio della stagione turistica.


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