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Neonata morta, indagato il padre già in carcere per abusi

BARI – Neonata morta a tre mesi: indagato il padre, 29 anni. Era già in carcere per violenza su una ragazzina di 14 anni.

Proprio indagando sulla morte della piccola, deceduta lo scorso 13 febbraio, i carabinieri hanno raccolto elementi d’accusa nei confronti del padre in relazione a un episodio di violenza nei confronti di una quattordicenne compiuta il 6 gennaio scorso.

Per questo reato l’uomo, sabato, è stato arrestato. Davanti al giudice per le indagini preliminari di Bari l’uomo ha fornito la propria versione dei fatti. La difesa ha annunciato ricorso al tribunale del riesame per ottenere l’annullamento del provvedimento restrittivo.

Il 13 febbraio scorso, dopo la morte della neonata ricoverata da alcune settimane all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII per diverse crisi respiratorie, i medici segnalarono la vicenda alla Procura, che avviò subito accertamenti delegandoli ai carabinieri.

Inizialmente il fascicolo era stato aperto per omicidio colposo. Ma le acquisizioni di documenti e le successive indagini hanno portato gli inquirenti a sospettare che la morte della piccola fosse stata provocata. L’ipotesi di reato è quindi diventata di omicidio volontario. Le cause del decesso sono ancora ignote, in attesa che sia depositato l’esito dell’autopsia.

Il quotidiano la Repubblica ha ricostruito la violenza sulla ragazzina di 14 anni da parte del padre della neonata:

Ha violentato una ragazzina di 14 anni, amica di famiglia, mentre era in casa con lui per aiutarlo nelle faccende domestiche durante il ricovero della figlia neonata.

La storia ricostruita dagli inquirenti è di una violenza senza pari. A gennaio la figlia di tre mesi dell’uomo era ricoverata in ospedale (sarebbe morta poi il 13 febbraio: le indagini sul suo decesso sono ancora in corso) e accudita giorno e notte dai genitori. Il 6 gennaio però il 28enne ha deciso di allontanarsi dall’ospedale per andare a sistemare casa: in reparto con la neonata sono rimaste la sua convivente e un’amica, madre della quattordicenne che lo ha accompagnato.

Una volta arrivati nell’appartamento la ragazzina lo ha aiutato a pulire e rimettere in ordine le stanze, poi ha preso il telefonino e ha iniziato a giocarci. A quel punto, secondo gli investigatori, il 28enne l’ha assalita. La casa, inutilizzata da tempo e con porte e finestre chiuse, si è trasformata in una trappola: impossibile per la vittima fuggire o chiedere aiuto. Le indagini hanno portato all’arresto dell’uomo, accusato di violenza aggravata nei confronti di una minorenne.


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