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Neonato, bagnetto: rischia di annegare. Su corpo fratture…

MONTEBELLUNA (TREVISO) – Neonato rischia di annegare durante il bagnetto: salvato in extremis, ma potrebbe avere dei danni neurologici permanenti. E durante i controlli dei medici scoprono delle strane fratture e partono gli accertamenti per capire se il piccolo sia stato vittima di maltrattamenti.

Il piccolo aveva solo un mese e mezzo quando i suoi genitori hanno chiamato disperati il 118: ha rischiato d annegare durante il bagnetto quotidiano. Quando i soccorritori sono arrivati era in condizioni disperate, quasi in arresto cardiocircolatorio, spiega Federica Cappellato sul Gazzettino. 

E’ stato portato in ambulanza all’ospedale di Padova, dove è stato ricoverato in terapia intensiva del Dipartimento di Pediatria. Qui i medici hanno riscontrato acqua nei polmoni ed emolisi, ovvero distruzione dei globuli rossi, classici sintomi del principio di annegamento. Un mese e mezzo dopo il piccolo è sempre ricoverato in ospedale ma non è più in pericolo di vita, anche se potrebbe avere danni neurologici.

Ma a preoccupare i medici è anche una frattura costale che non si capisce bene da che cosa sia stata causata. Spiega Federica Cappellato sul Gazzettino:

Dal canto loro i genitori hanno negato con fermezza qualsiasi contatto voluto del bambino con l’acqua. Insomma, secondo mamma e papà, si sarebbe trattato di un incidente anche se agli occhi degli specialisti rimangono delle perplessità. La prudenza è massima ma proprio perché i clinici vogliono sfatare qualsiasi ombra di dubbio, sono in corso degli accertamenti: al lavoro è l’équipe del Centro di riferimento regionale per la Diagnosi del bambino maltrattato, attivo in seno alla Pediatria. Si tratta di un’unità operativa preposta che svolge un lavoro delicatissimo, analizzando un «mondo» estremamente variegato. I medici di questa, chiamata anche «unità di crisi», effettuano una diagnosi differenziale, in interazione con i Tribunali ordinari e minorili, in completa sinergia tra interventi sanitari di alta tecnologia e specializzazione con aspetti psicologici, sociali, giuridici e di tutela. Partendo da crudi dati di cronaca: cinque bimbi ogni mille ogni anno in Italia sono oggetto di violenza, prima causa di morte sotto i 3 anni. A livello nazionale si stimano oltre 45.000 baby-maltrattati, a vari livelli di gravità. Ora il caso di questo bimbo trevigiano montebellunese presenta delicate sfumature, alle quali si tenterà di dare una lettura incrociando l’anamnesi (ovvero tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni, raccolte dai familiari, che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso una certa diagnosi), con i disturbi e le lesioni effettivamente riscontrati sul corpicino, compresa la cronistoria dei soccorsi. Vero è che sono sufficienti pochi secondi a un neonato per annegare, di qui l’importanza sempre e comunque di un’attentissima sorveglianza.


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