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Neonato, cordone ombelicale attorno a collo: salvato da 118

PIETRASANTA (LUCCA) – Neonato nasce in casa prima del tempo con il cordone ombelicale attorno al collo: salvato dai soccorritori del 118. Il piccolo Tommaso Pigorini, figlio di Vanessa Letizia Ginesi, 31 anni, e Marco Pigorini, 41 anni, di Pietrasanta (Lucca) sarebbe dovuto nascere il 15 aprile, ma nella notte tra venerdì e sabato 9 aprile ha iniziato a farsi sentire con forza. La sua mamma aveva dei fortissimi dolori alla pancia, racconta Stefano Taglione sul Tirreno. Così il suo compagno ha chiamato il 118.

I soccorritori sono arrivati giusto in tempo per salvare il piccolo, che stava venendo alla luce con il cordone ombelicale stretto attorno al collo. Ma il medico, Alessandro Mancini, è intervenuto subito e, aiutato anche dagli infermieri, gli ha salvato la vita.

“Ho avuto tanta paura, ha confidato il padre del piccolo Tommaso, ma è andata bene. Il medico, l’infermiere e i volontari hanno salvato la vita di mio figlio. Sono stati splendidi. Hanno svolto il loro lavoro con grande umanità e professionalità, nella maniera migliore in assoluto. Hanno dato tutto. Purtroppo non sono ancora riuscito a conoscere il dottore che ha rianimato Tommaso”.

Toccante il racconto fatto dai soccorritori del 118 al quotidiano il Tirreno: 

“Quando siamo arrivati all’ospedale Versilia, abbiamo cominciato a realizzare cosa era accaduto” spiega Marco Bandelloni, l’autista dell’ambulanza che in pochi minuti, sabato notte, è arrivata da mamma Vanessa e dal piccolo Tommaso.

Con lui c’erano le volontarie della Croce Bianca di Querceta Silvia Pardini, Barbara Federigi e Valentina Tognocchi, il dottore Alessandro Mancini e l’infermiera Lara Olabi dell’automedica.

“Ho risposto al telefono nel dormitorio e ci siamo precipitati sul posto in pochissimi minuti – racconta un Marco Bandelloni ancora commosso – quando siamo arrivati, qualcuno era fuori e urlava “partorisce, partorisce”. La testa del bambino già si vedeva. È nato poco dopo”.

Arrivati all’ospedale Versilia, i soccorritori hanno cominciato a pensare a quanto successo poco prima.

“È stata un’emozione incredibile. Nessuno di noi parlava, però – prosegue Marco Bandelloni – ci siamo capiti con uno sguardo. A un certo punto, fuori dalla sala parto, abbiamo cominciato a realizzare e ho detto “ce l’abbiamo fatta”. Io faccio il volontario da sedici anni e di cose brutte ne ho viste. Ma ogni tanto qualcosa di bello succede”.

 


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