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Neonato smette di respirare: “Ecco come l’ho salvato”

UDINE – Neonato di 19 giorni smette di respirare: salvo solo perché il papà era vicino a lui, se ne è accorto subito e grazie al 118 è riuscito a salvarlo. Ma sarebbe potuto morire.

E’ stato lo stesso padre del piccolo, di Udine, a raccontare quei momenti di vero panico al quotidiano il Gazzettino. Per ricordare quanto sia importante conoscere alcune basilari manovre per salvare la vita ai neonati.

“Stavo lavorando al pc col bimbo in culla vicino a me, ha ricordato il papà, che ha scelto di restare anonimo. Ad un certo punto l’ho visto fermo. Troppo fermo. Non respirava. Nessun battito. In quel momento il mondo ti crolla addosso e pensi di morire anche tu”.

Per fortuna ha avuto il riflesso spontaneo di chiamare i soccorsi:

“Ho avuto il riflesso di chiamare il 118 e mi ha risposto un operatore che mi ha spiegato per filo e per segno che fare. Mentre mandava l’ambulanza, seguendo i suoi consigli ho effettuato alcuni gesti per tentare di far riprendere il suo respiro. Il bimbo dopo alcuni lunghi momenti ha ripreso a piangere. Fosse accaduto di notte, quando non ti accorgi, la morte improvvisa avrebbe colto anche mio figlio, senza possibilità di intervenire”.

Eppure il fenomeno delle morti in culla è frequente nei primi mesi di vita del piccolo. Ma qualcosa che si può fare c’è, come sottolinea sempre il papà del piccolo:

“Il bimbo aveva 19 giorni, e il fenomeno si è ripetuto 15 giorni dopo. Solo che a quel punto avevamo acquistato un baby monitor che avvisa appena il bimbo trattiene il respiro più di 10 secondi”.


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