Cronaca Italia

Nian Maguette morto per infarto: avevano detto fosse stato ucciso dai vigili

Nian Maguette morto per infarto: è il senegalese morto mentre fuggiva dai controlli

Nian Maguette morto per infarto: è il senegalese morto mentre fuggiva dai controlli (foto Ansa)

ROMA – E’ morto per infarto Nian Maguette, il senegalese deceduto mercoledì 3 maggio mentre fuggiva ad un controllo anti-abusivismo dei vigili urbani, nella zona del Lungotevere de Cenci a Roma. A confermarlo è l’autopsia. La Tac svolta ieri aveva escluso la presenza di fratture di fatto smentendo l’ipotesi che l’uomo fosse stato investito da una moto delle forze dell’ordine, così come denunciato da alcuni amici del senegalese. Un’ipotesi da subito smentita dai vigili urbani intervenuti.

L’esame autoptico, eseguito presso l’istituto di medicina legale della Sapienza, ha accertato che il decesso del 54enne è stata provocato da un attacco cardiaco. All’atto istruttorio ha assistito Raffaele La Russa, consulente della famiglia delle vittima nominato dall’avvocato Alessandra Cacchiarelli. Al momento in procura il fascicolo di indagine affidato al pm Francesco Marinaro resta rubricato come omicidio colposo contro ignoti ma l’atto istruttorio che si è svolto potrebbe fare definitivamente chiarezza su una vicenda che ha scatenato una serie di reazioni da parte della comunità senegalese e africana presente a Roma e sfociata in alcune manifestazioni.

Venerdì un sit-in e sabato un corteo, animato dai militanti di ‘Roma non si vende’ e dai movimenti per il diritto alla casa. Tutte iniziative per chiedere “giustizia” per quanto avvenuto il 3 maggio nel centro storico della Capitale. Al corteo, partito dal quartiere multietnico di piazza Vittorio, hanno partecipato amici e parenti del senegalese morto. Tra i cartelli esposti alcuni con su scritto: ‘Il decreto Minniti è guerra ai poveri’, ‘Basta sceriffi nella nostra città’, ‘Maguette lotta con noi’, ‘Basta retate’ e ‘La nostra sicurezza è la città solidale’. “Non abbiamo inseguito nessuno degli ambulanti”, ha precisato subito il vicecomandante dei vigili, Antonio Di Maggio, preso di mira durante il sit-in di venerdì con cartelli e insulti. “È inaudito – era stato ieri il commento del Campidoglio – prendere spunto da una tragedia dove ha perso la vita una persona per portare avanti proteste contro la Polizia locale di Roma Capitale ed in particolare un suo dirigente. Massima solidarietà al dott. Di Maggio e agli agenti del Corpo”.

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