Blitz quotidiano
powered by aruba

Nievole, dipendente Poste fugge con 3 mln. E correntisti…

MONTECATINI – Francesco Polizzi, un dipendente dell’ufficio postale di Nievole, frazione di Montecatini, è accusato di aver fregato circa 60 correntisti delle Poste. “Una volta ultimate le verifiche interne e accertati i casi di truffa o frode, si procederà al ristoro delle somme oppure a una nuova emissione di buoni o titoli, a seconda della tipologia di prodotto”. Così Poste italiane, in una nota, rassicura i cittadini di Nievole, per una presunta truffa ai correntisti dell’ufficio postale del paese, che contava un unico dipendente. E la vicenda finisce anche in tv, con le troupe Rai e Mediaset (ad esempio l’8 aprile è andato in onda un servizio a Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso) che sono andati a raccogliere la frustrazione e la rabbia dei raggirati.

Oltre una sessantina le vittime, per un totale, in difetto, di circa 3 milioni di euro svaniti nel nulla, secondo il bilancio fatto ieri da una consigliere comunale di Montecatini, Sonia Mucci. Sulla vicenda la procura di Pistoia ha aperto un’inchiesta. “Attualmente – spiega sempre Poste italiane – sono sotto esame polizze assicurative, buoni fruttiferi cartacei e dematerializzati, conti correnti postali e libretti di risparmio. Gli accertamenti sono ancora in corso. Le cifre riportate dagli organi di stampa e riferite al caso Nievole – aggiunge – sono per questo motivo frutto di valutazioni esterne all’azienda”. Poste Italiane, parte lesa, spiega, in questa vicenda, “conferma le dimissioni spontanee del direttore dell’ufficio postale presentate il 23 febbraio scorso. L’Azienda – conclude la nota – collabora attivamente con le forze dell’ordine nelle attività di ricostruzione e accertamento dei fatti”.

David Meccoli sul Tirreno spiega come sarebbero andate le cose:

In pratica l’uomo, Francesco Polizzi, avrebbe intascato i soldi rilasciando ricevute apparentemente regolari (ma in realtà senza alcun valore) e creando conti “paralleli” dai quali attingere nel caso un cliente avesse chiesto parte o l’intera cifra “investita” in buoni fruttiferi o polizze assicurative. Un sistema ben oliato che alla fine è imploso per motivi che eventualmente saranno gli inquirenti a chiarire, ma che probabilmente ha fatto tilt in quanto gli investimenti, della durata media decennale, hanno iniziato ad arrivare a scadenza e di conseguenza soddisfare la richiesta di liquidità potrebbe essere diventato sempre più difficoltoso.