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Nizza, Bouhlel in contatto con tunisini a Bari? Vita non da musulmano…

Nizza, Bouhlel in contatto con tunisini a Bari? Vita non da musulmano...

Nizza, Bouhlel in contatto con tunisini a Bari? Vita non da musulmano… (foto Ansa)

BARI – Il killer di Nizza Mohamed Lahouaiej Bouhlel  aveva collegamenti con altri musulmani residenti in Puglia? Agenti della Digos della Questura di Bari hanno avviato accertamenti su alcuni cittadini di nazionalità tunisina residenti in provincia di Bari che risulterebbero essere entrati in contatto nelle scorse settimane con l’attentatore di Nizza. L’impulso alle verifiche è arrivato direttamente dall’autorità giudiziaria francese che ha segnalato i contatti sospetti.

Degli accertamenti in corso, su cui gli investigatori baresi mantengono il massimo riserbo, viene costantemente informata anche l’autorità giudiziaria barese. In particolare, a coordinare queste verifiche è il neo nominato procuratore aggiunto Roberto Rossi, magistrato Antimafia, il quale negli ultimi mesi ha aperto diversi fascicoli d’inchiesta proprio sui passaggi sospetti dal porto di Bari e sul ruolo del capoluogo pugliese come base logistica per supporto a foreign fighters.

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Negli atti di una recente indagine della Dda di Bari sul terrorismo internazionale di matrice islamica veniva posto l’accento sull’analisi dei tabulati telefonici e, soprattutto, sulle “telefonate in arrivo o partenza verso svariati numeri internazionali di Stati esteri tra i quali Iraq, Francia, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Tunisia, Norvegia, Grecia, Svizzera, Romania e Afghanistan”. Su queste utenze internazionali erano già state avviate verifiche in collaborazione con gli investigatori esteri.

I dettagli sulla vita di Mohamed Lahouaiej Bouhlel.

L’attentatore di Nizza non era un fedele praticante, consumava maiale e alcol e aveva “una vita sessuale senza freni“: lo ha detto il procuratore di Parigi, Francois Molins. Di recente, secondo la testimonianza di un amico, si fece però crescere la barba attribuendole un “senso religioso”,ha precisato Molins.

Il terrorista “è stato filmato il 12 luglio” sulla Promenade des Anglais: è quanto ha riferito il procuratore di Parigi, Francois Molins. Il procuratore ha poi riferito che sul cellulare del killer sono state trovate diverse foto da lui scattate nei giorni precedenti alla strage sulla Promenade des Anglais. Tra queste una è stata scattata lo stesso 12 luglio. Confermati anche i selfie, tantissimi, incluso il 14 luglio, nel giorno della strage. Tra questi uno alle 13:43 davanti alla spiaggia, uno alle 16:02 sul camion della morte e un ultimo alle 19:25.

Se nulla permette di accertare che il terrorista di Nizza giurò fedeltà all’Isis dall’analisi del suo computer emerge “un interesse sicuro e recente” per il radicalismo islamico. A un amico disse “che non capiva perché l’Isis non potesse avere diritto a un territorio”, ha continuato Molins, aggiungendo: su internet, ha consultato, tra l’altro, “video violenti”, tra cui “decapitazioni”, “cadaveri dello Stato islamico”, “canti” dell’organizzazione terroristica, “surate del corano”. Sul motore di ricerca ha inserito diverse volte le chiavi di ricerca “orribile incidente mortale”, “terribile incidente mortale”, “video sconsigliato per le immagini cruente”. Nel suo cellulare è stato anche trovato un vecchio articolo di Nice Matin che parlava di un automobilista che si schiantò con la sua auto contro i tavolini di un bar. Cercò anche di informarsi sulle festività organizzate sui fuochi d’artificio e le festività sulla promenade des Anglais.

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