Cronaca Italia

Nola, malati curati in terra. Tre dirigenti sospesi. De Luca chiede licenziamento

Nola, malati curati in terra. Tre dirigenti sospesi. De Luca chiede licenziamento

Nola, malati curati in terra. Tre dirigenti sospesi. De Luca chiede licenziamento

NAPOLI – Tre dirigenti dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola sono stati sospesi dal servizio dopo le immagini dei pazienti curati in terra tra le corsie. Immagini che hanno provocato sdegno e sollevato le polemiche. La sospensione riguarda Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale, Andrea Manzi, responsabile del pronto soccorso, e Felice Avella, responsabile della medicina d’urgenza. La Asl di Napoli ha stabilito la sospensione in attesa delle indagini interne per verificare eventuali responsabilità, ma De Stefano fin dal primo momento aveva parlato di una decisione precisa: “Meglio curarli che niente”. Intanto le polemiche non si placano e Vincenzo De Luca, governatore della Regione Campania, ne ha chiesto il licenziamento, mentre il sindaco di Nola chiede che non siano usati come capri espiatori: “Il governatore della Campania risponda garantendo più servizi”.

La delicata vicenda dell’ospedale di Nola inizia nei giorni scorsi, quando durante il ponte del 6 gennaio il pronto soccorso si ritrova ad avere un numero di richieste ben superiore alle sue possibilità. Troppi malati, mancano le barelle e così De Stefano, direttore sanitario, decide di fornire ugualmente assistenza e spiega:

“Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. Una di quelle persone era in arresto cardiaco, ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto. Le immagini mostrate in tv non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza. L’altra persona ritratta a terra era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito”.

Le immagini hanno dato il via ad una indagine e la mattina del 9 gennaio i carabinieri del Nas sono arrivati in ospedale per un sopralluogo.  Intanto le reazioni non sono mancate e il primo a puntare il dito contro i dirigenti sospesi è stato De Luca, che ha dichiarato:

San raffaele

“L’eccezionale sovraffollamento verificatosi; l’afflusso di 500 pazienti in una sola nottata in un ospedale che dispone di 100 posti letto; le giornate festive che hanno di fatto sospeso le prestazioni dei medici di medicina generale da giovedì 5 gennaio alle 13; il blocco di una condotta idrica all’esterno del presidio a causa delle condizioni meteo, hanno determinato una situazione di straordinaria emergenza, che non giustifica tuttavia la inaccettabile e vergognosa situazione verificatasi, della quale peraltro nessuno è stato tempestivamente informato”.

Una dichiarazione a cui ha seguito la richiesta di De Luca di immediato avvio delle pratiche di licenziamento per i responsabili dell’ospedale e del pronto soccorso. A rispondere a De Luca è stato il sindaco di Nola, Geremia Biancardi, che su Facebook lo accusa di aver cercato un capro espiatorio:

“Sull’ospedale di Nola è singolare che De Luca commissioni un’indagine su sé stesso. Invece di cercare il capro espiatorio, il Governatore della Campania risponda garantendo più servizi. De Luca garantisca più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica che deve essere assicurata per 24 ore al giorno. Servono tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici”.

In serata la responsabile della Asl Napoli 3 Sud, Antonietta Costantini, ha annunciato la sospensione di De Stefano, Manzi e Avella e ha dichiarato:

“Se ci sono stati tutti questi accessi al pronto soccorso è chiaro che qualcosa non ha funzionato a livello di assistenza territoriale, e non è quindi l’ospedale ad avere tutte le colpe. La vicenda ha comunque leso l’immagine del nosocomio e degli operatori, ed è stata quindi disposta la sospensione dei tre medici dirigenti. Ma voglio sottolineare che i medici del pronto soccorso hanno prestato la dovuta assistenza ai pazienti arrivati nell’ospedale, e non si sono fermati, neanche davanti alle difficoltà, in un ospedale dove si lotta quotidianamente per la tutela della salute. Noi abbiamo comunque disposto ulteriori accertamenti di verifica delle eventuali responsabilità ed i medici eserciteranno il loro diritto di difesa per evitare il licenziamento”.

 

 

 

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