Blitz quotidiano
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“Non affitto ai neri”: così salta il progetto Arci con i profughi

LIVORNO – “Non affitto ai neri“: con questa motivazione, se di motivazione si può parlare, l’Arci ha visto naufragare il progetto di una ciclofficina con profughi nigeriani e gambiani a Livorno.

La denuncia, raccolta da Maria Gi Corolini del Tirreno, arriva da Marco Solimano, che dell’Arci Livorno è presidente. “Quando il proprietario del locale ha saputo che nel proprio fondo avrebbero lavorato dei neri si è tirato indietro e ha chiesto all’agenzia immobiliare di revocarci l’affitto”, ha spiegato.

Il progetto era stato approvato nei mesi scorsi dal Comune, che aveva messo a disposizione un contributo minimo. L’Arci avrebbe finanziato il resto, allestendo un laboratorio di tre mesi in cui i giovani profughi, per lo più ventenni, avrebbero potuto imparare il lavoro, e alla fine la ciclofficina sarebbe stata lanciata sul mercato. Il progetto, però, è naufragato ancor prima di iniziare. L’Arci aveva già versato la caparra quando, spiega Solimano al Tirreno,

“Mi ha contattato il responsabile dell’agenzia e con un certo rammarico mi ha comunicato che il proprietario ha revocato tassativamente la disponibilità perché non vuole affittare ai neri- continua il presidente dell’Arci Solimano – e questo nonostante l’affitto sia, formalmente, intestato alla nostra associazione, con tutte le garanzie del caso, che ne conseguono. Abbiamo tentato una mediazione ma non c’è stato niente da fare. Sono amareggiato e spaventato da una Livorno che, in questi termini, non riconosco più”.

 

 


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