Blitz quotidiano
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“Non si lavora nelle festività”: sentenza pilota?

TRENTO – Non si lavora nelle festività. Un giudice di Rovereto ha dato ragione a tre lavoratrici della grande distribuzione che avevano rinunciato alla festività lavorativa: l’azienda reagì con una sospensione non retribuita e ora ecco la sentenza del giudice che potrebbe diventare un caso pilota a livello nazionale. Spiega Il Trentino Corriere delle Alpi:

Riassumendo la vicenda di queste tre lavoratrici tutto inizia due anni fa, quando la rinuncia alla festività lavorativa fu tempestivamente comunicata e sostituita da un piano di rotazione delle presenze. L’Aspiag non accettò la situazione e dopo le prime assenze, inviò le relative contestazioni, fino ad arrivare a quattro giorni di sospensione non retribuiti.

A quel punto il sindacato avviò la prima procedura legale (l’altra andrà a sentenza a maggio ed è per la richiesta danni presentata da Aspiag per lo sciopero proclamato in coincidenza di una festività lavorativa) per ottenere il riconoscimento del diritto di scegliere se lavorare o meno. Alla luce di questa sentenza nei confronti della quale i sindacati si aspettano comunque il ricorso, potrebbe anche succedere che il centro commerciale decida per l’apertura, ma con personale ridotto nei singoli punti vendita: «Tutto nasce dal decreto Salva Italia di Monti che permette l’apertura no stop delle attività commerciali che ha finito per coinvolgere tutti i giorni dell’anno. Una novità che a nostro giudizio – hanno rimarcato i sindacalisti – non è supportata da un aspetto economico. Tutto da dimostrare che alle aperture straordinarie corrispondano guadagni straordinari, come non c’è nessun rapporto favorevole con l’occupazione. Un esempio? Quando l’Obi era chiuso alla domenica ed il lunedì mattina aveva 65 dipendenti; con l’apertura sette giorni su sette ad orario prolungato, ne ha 45».


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