Cronaca Italia

Norberto Confalonieri. Parla Ulisse Demonti: “Mi ha rovinato, volevo suicidarmi”

Norberto Confalonieri. Parla vittima primario "spezzafemori": "Mi ha rovinato, volevo suicidarmi"

Norberto Confalonieri. Parla vittima primario “spezzafemori”: “Mi ha rovinato, volevo suicidarmi”

ROMA – Norberto Confalonieri. Parla vittima primario “spezzafemori”: “Mi ha rovinato, volevo suicidarmi”. L’esito di molti suoi interventi erano “complicanze post operatorie” o un femore rotto, oppure lo sfogo disperato di un uomo che, operato nel privato a un ginocchio malgrado un “quadro clinico sfavorevole”, faceva fatica a camminare e in lacrime gli diceva al telefono: “Ho dovuto pagare di tasca mia, ripeto sono senza lavoro, senza casa, con 35 mila euro di debiti, io mi suicido”.

E questa è solo una delle storie dei pazienti di Norberto Confalonieri, il primario di ortopedia del Pini di Milano, arrestato ieri e accusato di corruzione, turbativa d’asta e lesioni, come si evince dagli atti dell’inchiesta che mette in luce anche l’importanza per lui delle “apparizioni” in tv per incrementare i “clienti”. Ulisse Demonti, 60 anni, nel 2002 fu investito da un ubriaco e chiese aiuto a Confalonieri, lo “spezzafemori” come lo ha chiamato Massimo Gramellini sul Corriere della Sera.

“Mi ha operato al ginocchio sinistro, al CTO di Milano, il 3 settembre 2015. […] I primi giorni bene, poi però […] sono iniziati dolori e l’infezione: osteomelite, la diagnosi ufficiale. […] Sono tornato da Confalonieri, che mi ha operato di nuovo. I cinque mesi e mezzo successivi, li ho dovuti passare al letto”.

“Quando ho parlato al telefono con lui, gli ho detto che volevo suicidarmi. […] Ha voluto fare i soldi sulla mia pelle. […] Mi sono dovuto indebitare fino al collo”. (La Repubblica)

Le intercettazioni choc. “Ho preso almeno cinque interventi privati … Medicina 33 è fortissima … una bomba”, esclamava intercettato a fine 2015, dopo che era comparso in un servizio ‘sponsorizzato’ per lui, stando alle indagini, dalla multinazionale Johnson&Johnson.

Nel frattempo, però, già qualche mese prima alcuni suoi colleghi erano andati a denunciare agli investigatori il suo “approccio ‘interventista’” sulle protesi da impiantare, anche quando non era necessario. Le “operazioni chirurgiche, in alcuni casi, sono state esasperate, a causa del suo interventismo”, ha messo a verbale il primario anestesista del Pini, Rocco Rizzo, e “ricordo – ha aggiunto – di un caso, avvenuto circa 8-9 anni fa, di una ragazza disabile, paziente del Dottor Confalonieri”, poi morta “per insufficienza respiratoria acuta” dopo un’operazione.

E se nel novembre del 2015 una cardiologa chiedeva “ulteriori approfondimenti” su un paziente prima di mandarlo in sala operatoria, il primario replicava: “Andiamo avanti … non mi fotte un cazzo a me della cardiologa”. Poi nel gennaio 2016, sempre al telefono, raccontava anche di aver impiantato una “protesi contenente componenti” nocive: “Politilene con repere metallico (…) l’intervento l’ho già fatto”.

E intanto alcuni colleghi tra loro dicevano: “Non gli rimane che operare le renne di Babbo Natale poi ha operato tutti in questo periodo”. I casi di presunte lesioni che vengono fuori dagli atti arrivano ad una ventina ma ora gli inquirenti, come fa notare il gip che ritiene necessario il sequestro di ben 62 cartelle cliniche, dovranno indagare proprio su questo fronte, perché già dalle captazioni emerge un “modus operandi” in netto contrasto “con i principi di etica medica”.

Tante le intercettazioni ‘choc’, come un’altra del 29 ottobre del 2015 nella quale il medico e professore diceva: “Ho rivisto una … revisione di protesi d’anca (…) si era staccata … è un vecchietto di 91 anni”. E ancora: “Ho finito adesso di fare un disastro di revisione d’anca che l’avevo cementato … mi è saltato tutto il cemento”.

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