Cronaca Italia

Notai “inutili”? Con la negoziazione assistita fanno tutto gli avvocati. La sentenza di Pordenone

Notai "inutili"? Con la negoziazione assistita fanno tutto gli avvocati. La sentenza di Pordenone

Notai “inutili”? Con la negoziazione assistita fanno tutto gli avvocati. La sentenza di Pordenone

ROMA – Notai “inutili”? Con la negoziazione assistita fanno tutto gli avvocati. La sentenza di Pordenone. Il Tribunale di Pordenone ha accolto il ricorso di due coniugi che, nell’ambito di una procedura di separazione con l’istituto della negoziazione assistita, chiedevano l’autorizzazione alla trascrizione nei registri immobiliari di un passaggio di proprietà di un immobile.

“E’ la prima volta in Italia”, affermano i due legali che hanno assistito i coniugi nella negoziazione: si tratta, dicono, di un “provvedimento epocale” perché estromette, di fatto, la figura del notaio, considerato non più indispensabile in questo genere di atti. La notizia è dunque questa: è la prassi quotidiana nei tribunali, in questo caso l’istituto giuridico della negoziazione assistita, che rende superfluo il ricorso ai notai.

Secondo le avvocatesse Maria Antonia Pili, presidente regionale dell’Aiaf (Associazione italiana avvocati famiglia e minori) e Graziella Cantiello, componente del direttivo nazionale, che hanno redatto il ricorso, siamo in presenza di “una rivoluzione copernicana. In questo modo, infatti, deflazioniamo compiutamente il contenzioso per portarlo quanto più possibile fuori dai Tribunali. Con la negoziazione assistita evitiamo ulteriori sofferenze per chi è in situazioni familiari e psicologiche già precarie e scongiuriamo altri esborsi economici: il passaggio di proprietà è esente da tributi ed ora non è più nemmeno soggetto a ulteriori costi notarili”.

Il caso, “che farà giurisprudenza”, è quello di due ex coniugi di Fontanafredda (Pordenone) che hanno scelto l’istituto della negoziazione assistita per la separazione. Giunti a un accordo, la pratica per la cessione di un immobile dal marito in favore della moglie era ferma nella Conservatoria dei registri immobiliari dove era ritenuta indispensabile la garanzia o l’autenticazione del notaio.

Le avvocatesse Pili e Cantiello hanno fatto quindi ricorso al Tribunale, presieduto da Gaetano Appierto, che collegialmente ha accolto l’istanza: ora il Conservatore di Pordenone dovrà trascrivere il passaggio nei registri immobiliari senza notaio”. Nella sentenza si spiega che “nella negoziazione assistita famigliare sono già previsti due avvocati, uno per ognuna delle parti: richiedere l’intervento di un’altra figura professionale contrasterebbe con la necessità di assicurare più funzionalità ed efficienza alla giustizia civile”.

“La sentenza del Tribunale di Pordenone ha tolto il veto interpretativo alla legge, garantendo finalmente all’avvocatura la possibilità di procedere all’intero percorso della negoziazione assistita senza la necessità di rivolgersi ai notai per l’autenticazione finale in presenza di immobili da trasferire”, commentano Pili e Cantiello. Di avviso diverso, ovviamente, i notai. Vito Guglielmi, segretario del Consiglio nazionale del Notariato, sottolinea che “l’affidabilità dei pubblici registri immobiliari rappresenta una eccellenza del sistema giuridico italiano” e “la figura del notaio, pubblico ufficiale soggetto a continui controlli da parte dello Stato, è essenziale e imprescindibile per garantire e preservare la completezza e la correttezza dei dati contenuti nei registri”.

Il Notariato attende dunque di conoscere le motivazioni che hanno indotto il Tribunale di Pordenone ad adottare la decisione in questione, “a fronte di un dettato normativo che chiaramente attribuisce solo ai pubblici ufficiali, e quindi al Notaio, la competenza a regolamentare i trasferimenti immobiliari nell’ambito della procedura della negoziazione assistita”.

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