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Nozze gay. A Genova il ministro Pinotti le celebra, a Conegliano il sindaco si rifiuta…

GENOVA – Roberta Pinotti, ministro della Difesa, ha vestito la fascia tricolore a Genova per sposare Pamela ed Elisabetta. A Conegliano invece il sindaco Floriano Zambon ha deciso di non celebrare l’unione tra Rossella e Antonella, che è stato officiato dall’asre Enzo Perin. Due storie di nozze gay in due Comuni diversi, dove l’unione tra due donne trova due accoglienze completamente opposte.

Le nozze tra Pamela ed Elisabetta sono state celebrate a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, dalla Pinotti che ha dedicato alle due donne una poesia d’amore di Emily Dickinson. Un modo per il ministro di dimostrare come il governo sia fiero della legge che ha permesso l’unione civile anche per persone dello stesso , come ha spiegato la Pinotti:

“Loro hanno detto che è bello che il governo si metta al servizio dei cittadini e questa poesia l’ho trovata una frase molto significativa e in linea con quello che io penso della politica”.

Le due donne sono di Recco, ma hanno scelto di sposarsi a Genova dopo che il sindaco si era detto contrario a celebrare questo tipo di unioni. Da qui la scelta di spostarsi a Genova e la decisione di chiedere proprio al ministro di celebrare l’unione, che ha commentato:

“A chiedermelo per le spose è stata una comune amica Pamela e Elisabetta, dopo il no del sindaco di Recco volevano come celebrante qualcuno che ha contribuito a fare questa legge. Ho accettato volentieri”.

La storia raccontata da Andrea De Polo su La Tribuna di Treviso però rappresenta un’altra faccia della medaglia delle unioni civili. Rossella e Antonella infatti sono molto conosciute a Conegliano e impegnate nell’associazionismo cattolico. Fabio Chies, presidente del consiglio comunale, ha voluto che proprio nella città fosse celebrata la loro unione, ma al momento di scegliere chi avrebbe officiato le nozze, il sindaco si è tirato indietro:

“La prima unione civile omo della storia di Conegliano ha causato anche qualche imbarazzo in giunta al momento di scegliere chi celebrerà il “rito”. «Non chiamatelo matrimonio, però, le unioni civili sono solo dei contratti fra due persone» risponde il sindaco Floriano Zambon «non sono io la persona preposta a registrarli»”.

La celebrazione è stata allora officiata dall’asre Perin, che si è reso disponibile. Le unioni civili in Italia sono dunque diventate una realtà e una vittoria nei diritti civili delle coppie omosessuali.

(Foto Ansa)

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