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Olio di palma, Coop ritira 200 prodotti da scaffali

DOGLIANI (CUNEO),  – Oltre 200 prodotti Coop con olio di palma saranno banditi dagli scaffali della catena di supermercati. Lo ha affermato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, partecipando all’incontro ‘filiera tutta italiana per la qualità’ al Festival della tv e dei nuovi media di Dogliani. Pedroni ha spiegato che i primi cento prodotti con olio di palma sono già stati sostituiti, in particolare quelli rivolti al pubblico più giovane come la cioccolata spalmabile.

Gli altri saranno invece rimossi a breve. “Stiamo accelerando sulla sostituzione dell’olio di palma con extravergine e monosemi – ha detto – per ricette tradizionali più equilibrate”.

Elena Meli sul Corriere della Sera spiega le 15 cose da sapere sull’olio di palma, cercando di fare chiarezza sulla questione:

“1. Che cos’è L’olio di palma è un grasso vegetale estratto dai semi di alcune specie di palme del genere Elaeis. Contiene circa il 50 per cento di grassi saturi, fra cui il più abbondante è l’acido palmitico; il resto sono acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico e polinsaturi come il linoleico. Come gli altri oli vegetali, contiene anche vitamine e antiossidanti che però vengono persi nel processo che dall’olio integrale, rossastro, porta al prodotto raffinato trasparente e insapore utilizzato nell’industria alimentare.

2. Dove si trova L’olio di palma si trova in biscotti, prodotti da forno come crackers e fette biscottate, dolci industriali, creme spalmabili, gelati; il suo utilizzo in gran quantità deriva dall’abbandono dei grassi trans da parte dell’industria alimentare, reso necessario perché si tratta di grassi pericolosi per la salute.

3. Un sostituto per i pericolosi grassi trans I grassi trans derivano dai processi industriali con cui vengono idrogenati gli oli vegetali per farli passare dallo stato liquido a quello solido e facilitare così la lavorazione, dando corpo ai prodotti e aumentandone la durata. Purtroppo aumentano il colesterolo “cattivo” LDL e riducono quello “buono” HDL, hanno effetti proinfiammatori e favoriscono la formazione di placche aterosclerotiche. Versatili ed economici, hanno furoreggiato dagli anni ’70 in poi come margarine vegetali e come ingredienti di prodotti da forno e dolciari, salvo essere messi poi quasi al bando quando la loro pericolosità per le arterie è diventata evidente.