Blitz quotidiano
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Olivetti, la difesa: “Le prove: talco senza amianto dal ’78”

TORINO – La Olivetti acquistava il talco non contaminato dall’amianto dalla società “Talco & Grafite Val Chisone”: lo sostiene la difesa al processo per le morti di alcuni lavoratori dello stabilimento di Ivrea. In particolare, come riferisce Ottavia Giustetti su la Repubblica, l’avvocato Tomaso Pisapia, difensore dell’ingegner Carlo De Benedetti, ha prodotto la documentazione contabile catalogata in un magazzino alle porte di Torino e di proprietà di Telecom. Documenti forse esaminati e scartati durante le indagini ma che il giudice  ha ammesso nel processo ritenendoli utili ai fini del dibattimento in corso.

Si tratta di una documentazione contabile catalogata in un archivio composto da oltre 14 mila scatoloni. In particolare la difesa ha concentrato la sua attenzione su tre documenti datati marzo 1978, 15 maggio 1981 e 15 settembre 1981 in cui si riporta l’acquisto da parte dell’Olivetti di talco dalla “Talco & Grafite Val Chiusone”.

Questi documenti, scrive Ottavia Giustetti su Repubblica,

secondo l’avvocato Pisapia smentiscono l’accusa che invece vuole provare che il prodotto contenente la fibra killer è stato utilizzato fino allo smaltimento delle scorte nel 1986. Quando già si conoscevano di anni i rischi derivanti dall’esposizione all’asbesto. Il talco era utilizzato in alcune lavorazioni.

E quello di ieri è il secondo colpo di scena in poche udienze che potrebbe far vacillare il castello accusatorio del processo. Il 2 maggio il giudice ha, infatti, ordinato la revisione dei campionamenti biologici relativi ai dodici ex lavoratori morti per malattie riconducibili, secondo l’accusa, all’esposizione all’amianto. Un accertamento con cui si intende fugare ogni dubbio sulla correttezza delle diagnosi dopo che i consulenti tecnici delle parti in causa avevano manifestato delle perplessità.

Una squadra di polizia giudiziaria (…) ha raccolto i vetrini istologici custoditi in diversi ospedali – e li ha consegnati al reparto di anatomia patologica dell’istituto clinico Humanitas di Rozzano per essere riesaminati alla luce delle migliori tecnologie attualmente disponibili. I risultati dei nuovi test erano annunciati per ieri, ma i consulenti si sono presi altro tempo fino al 30 maggio – per depositare l’esito definitivo. Poi cominceranno le discussioni di accusa e difese, e il 18 luglio sarà il giorno della sentenza.