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Omicidio Enrico Pezzella, arrestato Alessandro Uccello

NAPOLI – Alessandro Uccello, un uomo di 47 anni di Marano (Napoli), incensurato, è stato arrestato per l‘omicidio di Enrico Pezzella, 25 anni, colpito alla testa con un’arma da fuoco nella stessa Marano lo scorso 8 aprile, e morto dopo una settimana di agonia nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (Napoli).

Nei giorni scorsi era già stato fermato l’ex suocero di Pezzella, Raffaele Bacioterracino, commerciante di 50 anni, padre della ex fidanzata della vittima, ma le indagini da subito sono state indirizzate per identificare un complice.

Oggi, 20 aprile, il decreto di fermo per omicidio aggravato a carico di Alessandro Uccello. Incensurato, era in pos della pistola, regolarmente denunciata, che si ritiene sia stata utilizzata per commettere l’omicidio.

Secondo quanto riferiscono diversi giornali campani, Uccello potrebbe essere stato il complice di Bacioterracino. Ecco quanto scriveva il giorno della morte di Pezzella Ferdinando Bocchetti sul Mattino:

Ha smesso di battere ieri mattina il cuore di Enrico Pezzella, il 25 enne colpito alla testa la scorsa settimana da un proiettile esploso dall’ex suocero. Enrico, meglio conosciuto con il soprannome di «Capigliotta», era ricoverato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Le condizioni del ragazzo, fin dal suo arrivo nel nosocomio flegreo, erano apparse disperate. I medici, che l’avevano portato in sala operatoria, non erano riusciti ad estrarre il proiettile conficcato nel cranio. Le sua vita era appesa a un filo. A portare Enrico in quel letto d’ospedale era stata una storia d’amore travagliata, fortemente osteggiata dai genitori della sua ex fidanzata, che non avevano mai visto di buon occhio quella relazione sentimentale. A nulla, tuttavia, erano valsi i tentativi di tenere «Capigliotta» lontano dalla donna che amava.

La situazione era precipitata quando la giovane, incinta di Enrico, aveva deciso di interrompere la gravidanza. Una scelta non condivisa e che aveva alimentato ulteriori litigi, poi degenerati nel ferimento del ragazzo da parte dell’ex suocero, nel corso di quella che gli inquirenti considerano una spedizione punitiva in piena regola. Raffaele Bacioterracino, il padre della ragazza, in carcere con quella che ora è un’accusa di omicidio, si era presentato insieme con altre due persone in via Musella – zona solitamente frequentata da Enrico – armato di mazze e con una pistola. Prima il pestaggio, poi il colpo alla testa rivelatosi fatale per il 25enne di Marano.