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Omicidio Rosica Montana-Maria Akarov: no gelosia ma…

ROVIGO – Restano gravissime le condizioni del ferito mentre emergono alcuni particolari sul duplice omicidio e suicidio avvenuti la sera del 26 febbraio in provincia di Rovigo. Secondo quanto scrive l’Ansa, sono stati esplosi complessivamente quattro colpi di pistola, con una 357 Magnum, a distanza ravvicinata. Un colpo ha raggiunto alla testa Rosica Montana, 31 anni, moldava, ex moglie dell’omicida, uno ha colpito al fianco la suocera, Maria Akarov, 51, il terzo ‘Rino’ Begu, albanese, l’ha riservato per sé esplodendolo contro la sua nuca. Il quarto colpo ha invece ferito gravemente il compagno della suocera che è tuttora in coma farmacologico all’ospedale di Rovigo.

Una tragedia che ha lasciato tre cadaveri e un moribondo nella casetta del custode di un canile-rifugio a Fenil del Turco, località appena fuori Rovigo. Pare che dietro al gesto omicida non vi fosse una questione di gelosia di Begu verso l’ex consorte, ma una rabbia feroce causata dal fatto che quest’ultima gli avrebbe impedito di vedere i figli di 2 e 11 anni per la cui sorte dovrà pronunciarsi ora il Tribunale dei Minori di Venezia. I bambini potrebbero essere affidati ad una zia che vive in un’altra regione italiana.

Non è stato ancora stabilito la successione cronologica delle morti, in attesa degli esami autoptici, fissati per la prossima settimana, e che dovranno essere incrociati con la posizione dei cadaveri. Di sicuro è che si è trattato di un duplice omicidio con suicidio, più il ferimento di una quarta persona avvenuti alla presenza di un ragazzo di 17 anni, fratello di Rosica Montana la cui testimonianza è ritenuta rilevante per il caso. Begu, ieri sera, si è presentato nella casa della suocera, custode del canile, dove si era rifugiata la moglie dopo la loro separazione.

Ha cercato di vedere i figli e di fronte a quello che nella sua mente sarebbe stato l’ennesimo ostruzionismo da parte della moglie, l’albanese ha impugnato la pistola e ha compiuto la mattanza. A terra, tra i cadaveri, almeno una quindicina tra bossoli e proiettili inesplosi e una decina di altri in un sacchetto trovato accanto al suo corpo.


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