Cronaca Italia

Omicidio stradale, per poliziotti e militari non scatta il ritiro della patente immediato

Omicidio stradale, per poliziotti e militari non scatta il ritiro della patente immediato

Omicidio stradale, per poliziotti e militari non scatta il ritiro della patente immediato

ROMA – Poliziotti, vigili urbani e militari non rischiano la patente se causano incidenti anche gravi mentre sono alla guida di un mezzo di servizio. Il ritiro della licenza di guida avviene per loro solo a seguito di condanna definitiva e penale per reati come l’omicidio stradale o lesioni personali stradali. Lo dice una circolare del Ministero dell’Interno che tiene conto di una sentenza del Consiglio di Stato.

Chi appartiene alle forze dell’ordine generalmente possiede due patenti: una personale, uguale a tutti gli altri automobilisti e quella militare o di servizio che serve per guidare i mezzi con targa militare. Come tutti gli altri cittadini sono soggetti alle stesse sanzioni previste dal Codice della Strada. Ma quando si trovano alla guida di un mezzo di servizio si pone la questione se le norme e le relative sanzioni si applichino ad entrambe le patenti o solo a quelle utilizzate per lavoro.

 

A gennaio il Consiglio di Stato è intervenuto con un parere che sostanzialmente concludeva che: si possono perdere entrambe le patenti ma solo in seguito a condanna definitiva del giudice. Fino al momento della sentenza dunque la patente personale resta valida, mentre per i comuni cittadini accusati di omicidio stradale la sanzione scatta immediatamente dopo il sinistro.

Ne deriva poi tutta una situazione articolata per le altre tipologie di patente, quelle di servizio. Come spiega Il Sole 24 Ore:

Per le patenti militari, deciderà l’autorità che le ha rilasciate e dovrà farlo non secondo le norme del Codice della strada ma in base alle «dieposizioni regolamentari contenute nei rispettivi ordinamenti delle amministrazioni di appartenenza». Da questo deriva che nessun agente può ritirare la patente subito dopo un incidente: dovrà limitarsi a segnalare il fatto all’amministrazione competente.

Per le patenti di servizio delle forze di polizia, invece, la competenza è del prefetto quando l’interessato appartiene a una polizia locale; per tutti gli altri, così come per i dipendenti del ministero delle Infrastrutture abilitati a servizi di polizia, è competente l’autorità che ha rilasciato la licenza di guida.

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