Cronaca Italia

Ornella Muti, certificato medico falso per dare buca al teatro e volare da Putin

Ornella Muti, certificato medico falso per dare buca al teatro e volare da Putin

Ornella Muti, certificato medico falso per dare buca al teatro e volare da Putin

ROMA – Ornella Muti, certificato medico falso. E’ stata condannata per aver dato “buca” a un teatro italiano fingendo una malattia per volare a uno spettacolo organizzato e pagato da Putin.

Cancellò uno spettacolo a Pordenone dicendo di essere ammalata e mandando un certificato medico, ma partecipò a una cena di gala con Putin in Russia: per questo motivo, la Corte di Appello di Trieste ha condannato Ornella Muti a sei mesi di reclusione e 500 euro di multa per il reato di tentativo di truffa aggravata e falso. La sospensione condizionale della pena – riferiscono stamani alcuni quotidiani locali – è stata subordinata al pagamento di una provvisionale di 30 mila euro al Teatro Verdi di Pordenone, vittima del suo comportamento. In primo grado, nel febbraio 2015, l’attrice era stata condannata dal Tribunale di Pordenone a otto mesi di reclusione e 600 euro di multa, oltre alla provvisionale di 30.000 euro al teatro Verdi.

L’episodio avvenne nel 2010. Ornella Muti era in tournée con il suo spettacolo in Friuli quando diede forfait presentando un certificato medico per laringo-tracheite acuta con febbre, tosse e raucedine, con la prescrizione di cinque giorni di riposo e divieto di far uso della voce.     Due giorni più tardi le agenzie trasmisero le fotografie di una cena di beneficenza in Russia per i bambini malati di cancro e ipovedenti: Ornella Muti sedeva con il premier Putin e la star di Hollywood Kevin Costner.

Secondo il Tribunale di Pordenone, che ha dichiarato la falsità del certificato medico nel corso del processo di primo grado, era tutto preordinato: il biglietto aereo era stato acquistato il primo dicembre e il certificato medico era stato chiesto quando la Muti era già in volo verso San Pietroburgo.

Ieri la conferma della tesi accusatoria con parole pesanti del procuratore generale Carlo Maria Zampi e la difesa dell’attrice che ha sostenuto la tesi che il comportamento dell’attrice non é da interpretare come tentativo di truffa, ma piuttosto come semplice inadempienza contrattuale.

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