Cronaca Italia

Ortona (Chieti), Francesco Marfisi uccide la moglie Letizia Primiterra e l’amica Laura Pezzella

Ortona (Chieti), uccide due donne: fermato marito di una vittima

Ortona (Chieti), uccide due donne: fermato marito di una vittima

ORTONA, CHIETI – Due donne, Letizia Primiterra e Laura Pezzella, sono state uccise nel primo pomeriggio di giovedì 13 aprile a Ortona, in provincia di Chieti, in via Zara.

L’autore del duplice omicidio, Francesco Marfisi, il marito di Letizia Primiterra, è un uomo di 50 anni, di Ortona, dipendente di un’azienda che eroga gas. L’uomo ha già confessato.

Secondo una prima ricostruzione, la moglie sarebbe stata uccisa nell’androne di casa di una conoscente dove si era appoggiata, in attesa della separazione.

A quanto è emerso nella prima ricostruzione del delitto, sembra che accusasse la moglie di una storia con l’altra vittima, Laura Pezzella, ma che la cosa non fosse vera. Sulla scena del primo delitto era presente anche la figlia della coppia, di 25 anni e pare incinta: la ragazza avrebbe provato ad opporsi alla furia omicida del padre. Non avrebbe riportato ferite ma è stata comunque trasportata in ospedale per accertamenti.

Francesco Marfisi è stato fermato alcuni minuti dopo l’omicidio a bordo della sua auto, una Opel Mokka con la quale l’uomo si era dato alla fuga. Nella vettura sono stati rinvenuti due coltelli.

Solo nove ore fa aveva condiviso un video sulla sua pagina Facebook per dire ai suoi amici ‘buongiorno’. Nel video c’è una tazzina di caffè fumante e il commento di Letizia Primiterra, la donna uccisa oggi dal marito a Ortona, dice ‘giorno a tutti e buona giornata’. Solo martedì scorso la donna aveva compiuto gli anni e postato su fb una foto di una felpa con su scritto ’47 anni fantastico’. E ‘le leggende sono nate a aprile’. Il primo commento a questa foto era stato della sua amica Laura Pezzella, uccisa anche lei dal marito della donna, che scriveva ‘auguri di buon compleanno’. “Come un bambino aspetto quel regalo atteso che la vita mi deve da tempo ormai.. quel qualcosa chiamato serenità”, il pensiero condiviso da Letizia Primiterra il 3 aprile scorso.

Letizia Primiterra aveva paura del marito e aveva chiesto aiuto. “C’erano dei segnali gravi. La signora si era rivolta a un servizio sul territorio per segnalare di essere vittima di maltrattamenti. Ora ci sentiamo di esprimere un grande sgomento e dobbiamo capire dove non è stata compresa”.

Così l’avvocato Francesca Di Muzio, presidente di “Donn.è”, Centro antiviolenza di Ortona, parla del duplice omicidio. “Non l’abbiamo presa in carico direttamente noi, quindi conosco la vicenda per quanto mi è stato riferito – spiega Di Muzio – ma esiste una rete fra le associazioni ed evidentemente in questo caso qualcosa non ha funzionato, specialmente a livello di valutazione del rischio. Dobbiamo ripensare il modo di lavorare, di fare formazione dei nostri operatori. Gli strumenti per prevenire ci sono, ma dobbiamo evidentemente pensare a un’attenzione maggiore. I casi di violenza non sono semplici. E comunque non esiste il raptus; quello di oggi è l’epilogo tragico di uno schema che si ripete in molti casi di femminicidio”.

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