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Ostia, agguato mafioso: accoltellato genero boss Triassi

ROMA – Ostia, agguato mafioso: accoltellato genero boss Triassi. Proprio sotto le finestre del X municipio, quello sciolto per infiltrazioni mafiose e commissariato: lì sulla strada che collega alla Stazione di Ostia è stato accoltellato in pieno giorno Manuel Sannino, che, pistola in pugno, prima di chiedere aiuto ai negozianti è riuscito a far scappare i suoi assalitori.

Lui è il genero di Vito Triassi,  reggente dell’omonimo clan affiliato alla cosca siciliana dei Cuntrera-Caruana e considerato un boss del litorale laziale. Un regolamento di conti, si dice. Un affare di droga e qualche screzio legato al giro delle scommesse controllato dal clan, sussurrano dalle parti del palazzo di Giustizia.

Perché Manuel Sannino non apre bocca, è reticente, al punto che è piantonato e agli arresti. La cronaca del Messaggero restituisce uno scenario di violenza e omertà che sembra preso pari pari da un contesto mafioso che siamo abituati a collocare geograficamente molto più a sud. Siamo invece a Ostia, Comune di Roma, i tentacoli di Cosa Nostra lambiscono la sede delle istituzioni centrali, del governo, dello Stato: la mafia è a Roma.

La rapidità di azione avvalora la tesi che ad agire siano stati dei veri professionisti. Un gesto che appare più come un chiaro avvertimento. Un segnale da far recepire ai boss rivali, gli stessi per cui lavora Manuel Sannino. Un nome non nuovo alle cronache giudiziarie. Dalle carte della Procura, infatti risulta che il genero di Triassi ha gestito almeno per un anno un tratto di spiaggia sul lungomare Paolo Toscanelli, formalmente in concessione ad un istituto religioso di suore. Le gestione delle spiagge comunali si intreccia di nuovo con il malaffare. E sul litorale romano adesso si trema per la risposta dei clan al torto subito. (Mirko Polisano, Il Messaggero)

 

 


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