Cronaca Italia

Padova, 130 telefoni entrati in carcere in tre anni: nei guai un poliziotto

Padova, 130 telefoni entrati in carcere in tre anni: nei guai un poliziotto

Padova, 130 telefoni entrati in carcere in tre anni: nei guai un poliziotto

PADOVA – Almeno 130 telefoni cellulari sono stati sequestrati in tre anni nel carcere di Padova, i due Palazzi. Apparecchi introdotti illegalmente e utilizzati dai detenuti per chiamare di nascosto mogli, mamme, fratelli e amici. Si stima che siano circa duecento i detenuti che vi abbiano avuto accesso, tra cui alcuni ergastolani.

L’indagine, partita a luglio 2014, si era protratta sino ad ora con un nulla di fatto. Due settimane fa, la svolta, quando il sostituto procuratore Sergio Dini, ha iscritto nel registro degli indagati un poliziotto penitenziario per il reato di corruzione. Nel suo alloggio di servizio sono stati trovati venti cellulari. Oltre a questi, altri 6 telefonini sarebbero stati trovati nel corridoio della casa di reclusione, nascosti nell’intercapedine di un termosifone.

Come spiega Marco Aldighieri sul quotidiano Il Gazzettino:

La legge sull’introduzione in carcere dei cellulari è molto chiara: se un parente di nascosto fa avere a un detenuto un telefonino non è reato. Se i detenuti tra loro si passano un cellulare per chiamare a casa non è reato. Si incorre solo in un procedimento disciplinare contro il recluso. Diventa reato invece solo in due casi: se una guardia carceraria vende i telefoni ai detenuti oppure si fa pagare per mantenere il silenzio, o se i detenuti utilizzano i cellulari per organizzare affari illeciti.

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