Cronaca Italia

Padova, coppia finge di avere un rapporto in riva al Mira: poi il ricatto al pescatore

Padova, coppia finge di avere un rapporto in riva al Mira: poi il ricatto al pescatore

Padova, coppia finge di avere un rapporto in riva al Mira: poi il ricatto al pescatore

PADOVA – Una coppia di Padova, poco più che 50enni e già noti alle forze dell’ordine per i loro trascorsi criminosi, ha pensato bene di attuare un’estorsione a “luci rosse” sull’argine dell’idrovia a Mira, attendendo l’arrivo del primo sconosciuto che si trovava a passare in zona, per mettere a segno il proprio piano.

I due, riporta Padova Oggi, dopo aver parcheggiato l’auto lungo la strada asfaltata che costeggia il canale, vedendo sopraggiungere un giovane che, ignaro di ciò che gli sarebbe accaduto di lì a poco, voleva solo dedicarsi alla pesca, hanno dato il via alla loro messa in scena, simulando un focoso incontro sessuale all’interno dell’abitacolo dell’auto.

Il tutto non poteva certo passare inosservato al giovane, tanto più che i due cinquantenni, nel preciso intento di farsi vedere dalla vittima, avevano lasciato appositamente spalancata la portiera della propria macchina. Il ragazzo, giunto all’altezza del mezzo, non poteva non accorgersi delle performance della coppia di mezza età che si agitava senza alcuna inibizione, rimanendo meravigliato e stupito di assistere ad una situazione del genere in pieno giorno ed in un luogo per niente isolato.

E quando il giovane si è avvicinato alla macchina la coppia, per nulla imbarazzata, gli chiedeva se fosse interessato a partecipare all’incontro o solo assistervi. Imbarazzato, il ragazzo declinava qualunque offerta e si dirigeva verso la propria auto per allontanarsi quanto prima da quel luogo e cercare un posto più tranquillo per la pesca. La coppia dava il via alla seconda fase del piano: l’uomo e la donna, raggiunto il ragazzo fino alla sua auto, pretendevano che questi consegnasse loro tutto il denaro che aveva in tasca quale prezzo per lo “spettacolo” a cui aveva assistito.

Il giovane, impaurito, ha svuotato le proprie tasche e consegnato ai due tutti i soldi che aveva al seguito, ossia 40 euro. La coppia, però, visto il misero bottino racimolato, per rendere maggiormente plausibile la richiesta di altro denaro, intimidiva e minacciava il giovane pescatore,  avvertendolo che se non avesse pagato loro altri soldi, sarebbero risaliti tramite la targa della macchina alla sua abitazione, lasciandogli intendere che avrebbero rivelato ai suoi congiunti l’imbarazzante vicenda. I due malfattori obbligavano pertanto il giovane a recarsi con loro al più vicino bancomat per effettuare un prelievo asserendo che la vicenda non poteva certo finire in quel modo.

Ma il conto corrente del giovane era vuoto. La coppia allora ha tentato un’ultima carta: programmare un incontro vicino alla chiesa di Dolo per la stessa serata in occasione del quale il malcapitato avrebbe dovuto consegnare loro una busta con 250 euro per chiudere la vicenda definitivamente. Concordato l’appuntamento, la coppia decideva di andar via, mentre il ragazzo trovava il coraggio di denunciare quanto successo ai carabinieri della tenenza di Mira. I militari, raccolta la denuncia ed eseguiti alcuni accertamenti, predisponevano un servizio di osservazione per assistere alla consegna del denaro ed acquisire ogni utile elemento sulla vicenda.

Nel corso della stessa serata, la coppia si presentava all’appuntamento convenuto e ritirava dal giovane di Mira la busta contenente però solo fogli di carta, riuscendo però a sottrarsi ad ogni controllo. I malfattori infatti sono riusciti a fuggire tentando di investire con la propria Crysler PT Cruiser di colore grigio gli stessi carabinieri in borghese, dileguandosi nel traffico della strada regionale 11 dopo aver rischiato di provocare un incidente stradale passando col rosso.

Da quell’episodio le attività investigative dei carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica di Venezia sono continuate per le settimane successive con l’acquisizione di ulteriori importanti riscontri, consentendo al pm titolare dell’indagine di richiedere al gip del Tribunale lagunare la misura cautelare eseguita martedì mattina nei confronti della coppia: I.C., 52 anni, e P.C., 50 anni.

 

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