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Padre Pio, teca con spoglie a San Pietro: diretta VIDEO

Una processione accompagnata da diverse migliaia di fedeli e devoti, sta portando le spoglie mortali di San Pio e di San Leopoldo Mandic dalla chiesa romana di San Salvatore in Lauro alla basilica di San Pietro, in Vaticano. La diretta video.

ROMA – Padre Pio, teca con spoglie a San Pietro: la diretta video. Una processione accompagnata da diverse migliaia di fedeli e devoti, sta portando le spoglie mortali di San Pio e di San Leopoldo Mandic dalla chiesa romana di San Salvatore in Lauro alla basilica di San Pietro, in Vaticano. Non appena uscito dalla chiesa la teca contenente il corpo del frate di Pietrelcina è stata immediatamente ripresa da moltissimi flash dei telefonini e salutata con applausi e grida al suono di ‘viva padre Pio’.

La processione sta seguendo un itinerario che dalla chiesa passando da Via dei Vecchiarelli, e si è poi infilata in Via dei Banchi Nuovi prima di imboccare Ponte Sant’Angelo per uscire sul Lungotevere Vaticano attraversato il quale entrerà in via della Conciliazione fino a giungere, appunto, nella basilica vaticana. Qui sarà accolta dall’arciprete della basilica, il cardinale Angelo Comastri il quale ha fatto sapere che vista l’alta affluenza di pellegrini che intendono salutarlo e che ancora non sono riusciti a farlo, la basilica resterà aperta oltre il solito orario. Disagi per il traffico sono in corso a causa della temporanea chiusura di un tratto del lungotevere Tor di Nona. Transennate invece le aree intorno a Via dei Coronari e Via dei Vecchiarelli dove si sono svolti gli eventi centrali del mattino legati alla ostensione per il Giubileo dei due santi. Grande partecipazione della folla e dei fedeli ma anche qualche lamentela da parte dei negozianti molti dei quali hanno deciso di chiudere anticipatamente i propri esercizi vista la manifestazione. La diretta video del Corriere della Sera.

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  • Giubileo, ostensione Padre Pio in Vaticano dal 10 febbraio 2016
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  • Le reliquie di San Pio
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Amato dai fedeli ma spesso in passato avversato dalle gerarchie ecclesiastiche. E’ stato questo il destino di Padre Pio, il frate cappuccino proclamato santo da un altro santo, Giovanni Paolo II, il 16 giugno 2002. E ora venerato addirittura in San Pietro per il Giubileo della Misericordia, per volontà di Papa Francesco.

Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, era nato a Pietrelcina nel 1887 in una famiglia di contadini. Entrato in noviziato a 16 anni, il 10 maggio del 1910 era stato ordinato prete a san Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, dove poi creò dal nulla un grande ospedale e diverse opere caritative.

Inizialmente il frate cappuccino fu avversato dalla Chiesa per le stimmate, accusato di essersele procurate da solo, in pratica di essere un impostore. Ma altre, pesanti accuse, gli vennero sempre da ambienti ecclesiastici: “Il Padre si permette di accarezzare giovani donne; fa pagare giornalisti per la propaganda a suo favore; si procura profumi costosi, stoffe di lusso, stivaletti di cuoio finissimi; ha preteso poltrone, letto a molle, pavimenti e finestre nuove; esige cibo speciale”.

Cominciava intanto la vera guerra, quella sulla gestione delle grandi somme di denaro che arrivano e che il frate voleva destinare alla costruzione dell’ospedale “Casa sollievo della sofferenza”: “Maneggia denari senza il permesso dei superiori”, fu la nuova accusa. Pio XII, pontefice dal 1939 al 1958, il più convinto difensore di padre Pio, nel 1953 lo esonerò dai voti di povertà e di obbedienza ai superiori affinché, rispondendo solo al Papa, potesse guidare i Gruppi e realizzare la “Casa” che viene inaugurata nel 1956. E tuttavia con papa Pacelli ripresero le verifiche, con anche due “visite apostoliche”, vere e proprie ispezioni.

E poi scoppiò lo scandalo Giuffrè, “il finanziere di Dio”, che, offrendo interessi altissimi, raccoglieva fondi soprattutto in ambienti religiosi che vengono coinvolti nel successivo crack. Qualcuno sperava di salvarsi con i 585 milioni liquidi che sono nelle casse della “Casa” di padre Pio, che rischiò così di essere coinvolto dallo scandalo. Ma il frate resistette: non volle che quei soldi venissero distolti dagli scopi per cui gli erano stati dati. E’ così che un registratore viene trovato nel confessionale di padre Pio, per provare i colloqui troppo “confidenziali” con le sue “figlie”. Nel 1960 il “visitatore” mons. Carlo Maccari scriverà conclusioni durissime contro il frate: “in lui regna il demonio dell’impurità”, “la sua vita è un sensualismo mistico”. Il rapporto a Giovanni XXIII viene praticamente smentito dal segretario di Stato, card. Domenico Tardini che richiama a Roma mons. Maccari.

Uomo di carattere energico, fece anche profezie sulla vita delle persone e non di rado cacciò qualcuno che cercava di accostarsi al suo confessionale, quando non riscontrava un pentimento sincero. Ricevette visite da tutto il mondo: nel 1947, tra i tanti che si fanno confessare c’e’ anche un giovane prete polacco, Karol Wojtyla. Nasce una leggenda, che non ha mai trovato conferma, secondo la quale padre Pio avrebbe predetto: “tu diventerai papa, ma io vedo anche sangue e violenza su di te”. Nel 1963 diviene papa Paolo VI, che annullò i provvedimenti contro padre Pio. Il frate, stanco e provato, morì cinque anni dopo, il 23 settembre 1968.