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Palagonia, coniugi uccisi. Figlia chiede i danni al Viminale

ROMA – Il Viminale responsabile civile nel processo davanti la Corte d’assise a Mamadou Kamara, il 18enne ivoriano accusato di avere ucciso il 30 agosto 2015 nella loro villa di Palagonia, in provincia di Catania, per rapina Vincenzo Solano, 68 anni e sua moglie Mercedes Ibanez, 70, che sarebbe stata anche violentata. È questa la richiesta depositata dal legale delle due figlie delle vittime, l’avvocato Francesco Manduca, nel processo all’immigrato che è cominciato lunedì 23 maggio.

Come scrive Luca Romano su Il Giornale,

secondo il penalista, il ministero dell’Interno ha “culpa in vigilando”: era responsabile dell’imputato che si è allontanato nelle ore notturne dal Cara di Mineo cosa che è vietato fare e la mattina dopo è rientrato nel Centro di accoglienza richiedenti asilo dopo avere trucidato la coppia. Il Viminale, secondo il penalista, avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto nel modo giusto.

Manuela Solano, figlia delle vittime, ha condiviso l’iniziativa del suo legale l’avvocato Francesco Manduca di citare come responsabile civile nel processo anche il ministero dell’Interno.

“Il Viminale si deve prendere le proprie responsabilità, al Cara di Mineo non c’era sicurezza e nessuno la sera può uscire dal centro, cosa che invece è accaduta. E soltanto per un puro caso, mia figlia la sera della tragedia non era a casa con i miei genitori, altrimenti sarebbe stata uccisa anche lei”.