Cronaca Italia

Palermo, niente straordinari in busta paga per 2 poliziotti: condannati alla ferie forzate

Palermo, niente straordinari in busta paga per 2 poliziotti: condannati alla ferie forzate

Palermo, niente straordinari in busta paga per 2 poliziotti: condannati alla ferie forzate

PALERMO – Condannati a fare le ferie forzate per recuperare le ore spese negli straordinari, ma non riconosciute in busta paga. E’ il caso di due agenti di polizia, Gianmario Collesano e Fabio Tripodi. Tutti e due sono stati condannati a dicembre dal Tar Sicilia a non poter pretendere il pagamento di centinaia di ore di straordinario dopo un’indagine alla fine della quale sono stati arrestati 67 trafficanti di droga. Perché? Perché non avrebbero presentato regolare domanda di richiesta.

I due quindi ora devono andare in riposo compensativo, cioè in ferie, per recuperare 864 ore di straordinario l’uno e 471 l’altro. Ore trascorse, tra il 2006 e il 2007, alle calcagna dei malviventi e per le quali avrebbero dovuto ricevere 8 mila euro di pagamento Collesano e 5.500 Tripodi. “Ma non è vero che non avevamo fatto regolare richiesta per lo straordinario, era stato firmato dal nostro dirigente”, spiega uno dei due poliziotti, Gianmario Collesano, che è vice segretario provinciale di Les, Libertà e sicurezza, il sindacato che sta sostenendo nella loro battaglia di denuncia i due agenti.

San raffaele

Come scrive Romina Marceca per Repubblica:

Loro non si arrendono. Non sono mai andati in ferie e nei giorni scorsi, a sei mesi dalla condanna, si sono presentati a Montecitorio chiedendo ai passanti e ai politici una colletta per non essere costretti a restare a casa all’incirca sei mesi a testa.  E’ novità di qualche ora fa, poi, che il parlamentare Elio Vito ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno: “Ci si chiede se il ministro intende fornire gli opportuni chiarimenti in ordine alla vicenda dei due poliziotti e se intende intraprendere le necesarie iniziative per approfondire le ragioni della mancata erogazione del compenso”. Dal dipartimento della polizia di Stato una secca replica: “Non commentiamo le sentenze”.

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