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Paola Muraro indagata con Panzironi (Ama): 7 consulenze sospette

ROMA – Sette consulenze annuali, affidate a Paola Muraro da Giovanni Fiscon, da Franco Panzironi e altri vertici di Ama: sono quelle su cui si sta concentrando l’indagine dei pm. L’asra all’Ambiente del Comune di Roma è indagata per abuso d’ufficio insieme a Fiscon, all’epoca ex dg dell’azienda che si occupa di rifiuti, al quale era legata anche affettivamente. Fiscon risulta indagato anche nell’inchiesta Mafia Capitale. Ne parla Repubblica:

Partono dal 2009 gli accertamenti della procura sui contratti affidati dai vertici di Ama alla specialista Paola Muraro. Consulenze di un anno, da referente Ippc per gli impianti di trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia e di via Salaria, che nel corso degli anni sono sempre aumentate di valore. Per un ammontare totale di circa 500mila euro. E che proprio con Giovanni Fiscon hanno visto salire di almeno ventimila euro, passando da 60 a 80mila euro, il margine di incremento, pur rimanendo pressoché uguali i compiti assegnati alla tecnica dei rifiuti.

Non solo. Perché nello stesso filone d’indagine che lega Muraro e Fiscon i pm hanno aggiunto anche il nome di Franco Panzironi, ex amministratore delegato. Ossia il principale indagato di Mafia Capitale. Spiega Il Messaggero:

Così, dopo la decisione di iscrivere l’esperta e il suo intimo amico Giovanni Fiscon sul registro degli indagati in concorso tra loro, la procura ha deciso di tirare dentro all’inchiesta anche Franco Panzironi, al quale viene contestato lo stesso reato di abuso d’ufficio. C’è sempre lui sullo sfondo delle decisioni di Muraro, anche se poi chi spinge per garantirle incarichi e favori è principalmente Fiscon. La forza dei due manager coinvolge anche altri dirigenti che sono finiti sul registro degli indagati per avere pure loro garantito incarichi strapagati alla signora dell’ambiente.

Da tempo sotto assedio per le sue vicende giudiziarie, Muraro viene attaccata frontalmente, e con violenza senza precedenti, dal premier Matteo Renzi in persona: “In fondo la svolta della Raggi è dare la gestione dei rifiuti a un donna collegata totalmente a Mafia Capitale, a quelli che c’erano prima…”. La sindaca Virginia Raggi, che ribatte a tono rispedendo le accuse al mittente, sulla Muraro resta sulle sue posizioni: vuol valutare il da farsi sulla base delle carte giudiziarie, non degli articoli di giornale. Eppure dal M5S qualche imbarazzo filtra e c’è chi comincia a pianificare le contromosse, dalla resistenza fino alla exit strategy. Dal Campidoglio interviene il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Paolo Ferrara a nome di tutti i 29 consiglieri di maggioranza: “Nessun pressing per mandare via l’asre. Non c’è alcun caso Muraro. Non ci sono pressioni, il gruppo sta lavorando ed è unito. Non c’è neanche un consigliere che sta ponendo la questione”. Insomma il caso sembra completamente nelle mani della sindaca, responsabile delle sue decisioni. Che in materia di nomine non sempre sono state coincidenti con gli umori prevalenti tra i pentastellati.

“Se la sindaca mi ha chiesto un passo indietro? No, ho il suo pieno sostegno”. Così l’asre all’Ambiente Paola Muraro interpellata a margine della commissione Ambiente. A chi le ha chiesto se alle luce delle nuove notizie emerse sul suo conto stia pensando a dimettersi ha risposto: “No, continuo a lavorare per Roma”.