Cronaca Italia

Paolo Negro accusa Francesco Dell’Anno: “Mi ricattò per…”

Francesco Dell’Anno (a sinistra) con Paolo Negro

Francesco Dell’Anno (a sinistra) con Paolo Negro

ROMA – Francesco Dell’Anno è stato rinviato a giudizio perché, insieme ad altri complici, avrebbe costretto, secondo l’accusa, l’ex giocatore di Lazio e Siena, Paolo Negro, “a consegnare la somma di 30mila euro con minacce consistite nel riferire che, se non avesse aderito alla richiesta avrebbero reso pubblica attraverso la stampa e reso noto alla magistratura la circostanza che il Negro aveva alterato il risultato dell’incontro di calcio Siena-Lazio del campionato di serie A 2006/2007”.

La vicenda è ricostruita dal Corriere della Sera:

San raffaele

(…)Era l’estate del 2011, Negro aveva da poco appeso le scarpe al chiodo e a quell’epoca era socio (ma soprattutto molto amico) di Dell’Anno nel circolo “Olgiata Fitness”. Fu in quei giorni che “Ciccio” – soprannome dato all’imputato durante la sua esperienza biancoceleste – organizzò una serie di incontri sotto il gazebo della struttura sportiva in cui gli invitati erano l’amico e soprattutto altre cinque persone.

Tema degli appuntamenti: avvertire Negro che se loro cinque non avessero ricevuto 30 mila euro in contanti lo avrebbero screditato con una menzogna riguardante una combine fatta dal calciatore quando giocava nel Siena nel 2007. A formulare il ricatto Valentino Aliberti, Marco Fardellotti, Andrea Caprinozzi, Filippo Fazioli ed Emanuele Fois. Negro tuttavia non cadde nel tranello e fece arrestare gli artefici della messinscena, tanto che i cinque sono sotto processo con l’accusa di estorsione.

C’era tuttavia un dettaglio che in quell’estate di cinque anni fa Negro ignorava, secondo gli accertamenti della procura. A quel tavolo del circolo si sarebbe seduto anche un “Giuda”: Francesco Dell’Anno. Seppure dopo aver avanzato due richieste di archiviazione, la procura si è infatti convinta che proprio “Ciccio” sarebbe stato il collante tra gli attuali imputati e Negro.

Una ricostruzione avvallata dal gup che ha rinviato a giudizio il giocatore. L’ipotesi dell’accusa viene però respinta con decisione da Dell’Anno: «Finalmente potrò dimostrare la mia assoluta estraneità rispetto a questa triste vicenda nella quale mi sono trovato coinvolto – afferma il calciatore, difeso dagli avvocati Franco Coppi e Pietro Pomanti – Dalle intercettazioni risulterà chiaro come anch’io sia stato una vittima, destinatario di telefonate minatorie».

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