Blitz quotidiano
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Paolo Pietropaolo: “Volevo sfregiare Carla Ilenia Caiazzo”

Carla Ilenia Caiazzo era troppo bella e lui voleva sfregiarla, ma non ucciderla. Paolo Pietropaolo lo ha dichiarato ai pm della Procura di Cassino

NAPOLI – Ha dato fuoco alla compagna perché era bella e voleva sfregiarla. Paolo Pietropaolo, 40 anni, ha dichiarato ai pm della Procura di Cassino che non voleva uccidere Carla Ilenia Caiazzo, ma solo sfregiarla e che non aveva intenzione di riconoscere la bambina, Giulia Pia, che è stata fatta nascere ad appena 34 settimane. In alcune lettere, ritrovate dagli inquirenti, l’uomo scriveva di voler uccidere Carla Ilenia e la loro figlia perché non sopportava che la compagna volesse lasciarlo.

Pietropaolo interrogato nella caserma dei carabinieri di Formia dal pm Roberto Bulgarini ha dichiarato:

“Non avevo intenzione di uccidere Carla…dopo averle dato fuoco, non l’ho nemmeno investita nonostante avessi potuto. Avevo intenzione di sfregiare il viso di Carla che è una ragazza molto bella”.

Alla domanda del pm se si fosse preoccupato di far del male alla bambina dando fuoco alla compagna e se la odiasse, l’uomo ha risposto:

“Non avevo intenzione nemmeno di riconoscere la bambina non sentendola mia”, ha risposto Pietropaolo che, poco prima, aveva spiegato al magistrato che, per avere un figlio, erano ricorsi all’inseminazione artificiale. “Lei odia Carla?”, ha chiesto ancora il pm. “Sì, a volte si fa del male alla persona che non si vuole che tradisca”.

In alcune lettere Pietropaolo aveva manifestato l’intenzione di volere uccidere la compagna e anche la figlia che la donna aveva in grembo, e al pm che gli ha chiesto chiarimenti sul contenuto delle lettere l’uomo ha detto:

“In queste lettere che lasciavo manifestando la volontà di suicidarmi, manifestavo anche la volontà di uccidere Carla, in particolare dichiaravo di volerla strozzare”. “Nelle sue lettere diceva di volere uccidere Carla, avrebbe quindi voluto uccidere anche sua figlia?”, gli ha domandato ancora il magistrato. “Si. Si, nonostante i miei familiari mi invitassero a superare questa crisi cercando di rifarmi una vita nuova”, ha risposto.

L’uomo ha poi aggiunto di essersi pentito quasi subito di quello che aveva fatto, dopo avere compreso l’accaduto:

“La mia pena è il dolore che sta patendo Carl, a parte questo non ho altro da aggiungere”.

Gli atti relativi alla vicenda domani saranno trasferiti ai magistrati della Procura di Napoli titolari dell’inchiesta, i pm Raffaello Falcone e Clelia Mancuso, che saranno coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio.

 

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  • Carla Ilenia Caiazzo e Paolo Pietropaolo (foto Facebook)Carla Ilenia Caiazzo e Paolo Pietropaolo (foto Facebook)
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