Cronaca Italia

Paolo Sarra gambizzato a Torino: arrestate tre persone

Paolo Sarra gambizzato a Torino: arrestate tre persone

Paolo Sarra gambizzato a Torino: arrestate tre persone

TORINO – Gambizzato nel gabbiotto del suo distributore. L’incubo di Paolo Sarra, proprietario di distributori di benzina di 69 anni, è iniziato lo scorso 6 maggio quando due uomini hanno tentato di rapinarlo e poi gli hanno sparato. Dopo 3 mesi di indagini i carabinieri hanno arrestato tre persone tra Torino e Borgetto Santo Spirito, in provincia di Savona, con l’accusa di tentato omicidio.

La rapina al benzinaio Dis – Car di corso Taranto, lo scorso 6 maggio a Torino, era stata studiata a tavolino. E i banditi erano pronti anche ad uccidere. È quanto emerso dalle indagini dei carabinieri che hanno eseguito tre arresti per tentato omicidio e rapina aggravata.

Amin Moutafakkir, italiano 25enne nato a Susa, ha sparato diversi colpi contro l’imprenditore Paolo Serra e un proiettile per poco non ha reciso l’arteria femorale. Vicino a lui durante l’agguato c’era Roberto Cozzupoli, torinese di trent’anni. In manette è finito anche il basista, Mohamed Kahilla, 29enne algerino. I militari dell’Arma sono ora sulle tracce di un quarto membro della banda, un italiano fuggito subito dopo il colpo. L’uomo è lo stesso che aveva chiamato il 112 e aveva raccontato di essere stato minacciato a bordo di una Smart bianca del car sharing. La stessa auto usata dai banditi per scappare.

I rapinatori sono stati traditi da un briefing, fatto poche ore prima della rapina: si erano incontrati in un bar vicino al benzinaio e, a volto scoperto, avevano messo a punto gli ultimi aspetti dell’agguato. I carabinieri, coordinati dalla procura di Torino, li hanno individuati grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza del locale e alle tante testimonianze dei presenti alla rapina.

L’imprenditore era stato ferito dai banditi con un colpo di pistola alla gamba sinistra ed è sopravvissuto dopo un delicato intervento all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Il proiettile infatti aveva danneggiato l’arteria femorale e ha rischiato la vita, ma lo stesso benzinaio dopo l’episodio ha commentato:

“Lo spavento c’è stato, ma io ho la pellaccia dura. Sono entrati nel gabbiotto del mio distributore. ‘Dai, dai’, mi hanno detto. E poi mi hanno sparato. Parlavano poco. Al 99% erano italiani. Uno era più alto, uno più basso, potrebbero essere gli stessi che a inizio maggio hanno minacciato mio figlio”.

Queste le sue parole dopo l’intervento, in cui ricordava che appena qualche giorno prima di essere gambizzato due uomini avevano minacciato il figlio. Ora i responsabili sono stati arrestati.

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