Cronaca Italia

Papa Francesco, libro con prefazione del “ministro gender” Valeria Fedeli fa infuriare i tradizionalisti

Papa Francesco, libro con prefazione del "ministro gender" Valeria Fedeli fa infuriare i tradizionalisti

Papa Francesco, libro con prefazione del “ministro gender” Valeria Fedeli fa infuriare i tradizionalisti

ROMA – Papa Francesco, libro con prefazione del “ministro gender” Valeria Fedeli fa infuriare i tradizionalisti. Il libro “Imparare ad Imparare” appena uscito per Hoepli porta una firma decisamente importante, quella di Francesco Bergoglio. E’ l’ultima fatica pedagogica del Papa, una collezione di scritti e riflessioni sui temi dell’educazione destinata ai giovani: forse è per questo che accanto alla sua compare un’altra firma importante, quella del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, cui è stata assegnata la prefazione.

Per i cattolici tradizionalisti, per i nemici del “gender” – comunque la si formuli la teoria di genere alla base di rivendicazioni e diritti di omosessuali e lesbiche – questa prefazione affidata al “ministro gender” è stata accolta come una vera e propria provocazione. “Il libro raccoglie alcuni scritti e testi di Papa Bergoglio sull’argomento. La prefazione l’abbiamo chiesta al ministro perché in questo momento ci sembra la massima autorità italiana in tema di educazione”, si difende Don Roberto Donadoni, direttore editoriale della Marcianum Press che ha curato l’edizione.

“Talebani”, chiama i contestatori. Fatto sta che, non solo per chi è contrarissimo alle aperture verso gli orientamenti sessuali non convenzionali, quella prefazione mena scandalo e irritazione. Del tutto simmetrica al jolly pescato dalla pur brava ministra, più famosa in effetti per i pasticci sulla sua non laurea piuttosto che per successi della sua iniziativa politica.

La pagina Facebook ultra cattolica “Manif pour tous – generazione famiglia”, rivendica di essersene accorta con anticipo e di aver messo in guardia: “La nomina della Senatrice Pd Valeria Fedeli al Ministero dell’Istruzione è, per le famiglie dei Family Day, quanto di peggio si potesse anche solo lontanamente immaginare. Anche se questo dovrebbe essere solo un “Governo di transizione”, è proprio in questi contesti di scarsa se non nulla legittimazione democratica del potere politico che vengono commessi i soprusi peggiori”.

Insomma l’accusa peggiore, al Papa si intende, è quella, oltre alle mille questioni aperte invise ai tradizionalisti, di aprire le porte al nemico, di non presidiare cioè i confini della virtù cattolica, permettendo ai laici più disprezzati e più lontani dall’insegnamento e dai precetti della Chiesa, di rendersi presentabili e accettati. Da Emma Bonino a Eugenio Scalfari (e il comunista Staino arruolato da Avvenire) l’elenco è lungo e fa male: mangia-preti titolati che vengono sdoganati grazie a una photo-opportunity (si passi l’analogia) col Papa. Peggio di tutti il ministro Valeria Fedele, che di giorno scrive insieme al Papa, di notte confeziona l’eresia delle famiglie con due papà, o mamma A e mamma B spacciata per normalità familiare e imposta come testo di scuola.

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