Cronaca Italia

Parma, l’autista aggredito dai migranti: “Volevano uccidermi. Li devono cacciare”

Parma, l'autista aggredito dai migranti: "Volevano uccidermi. Li devono cacciare"

Parma, l’autista aggredito dai migranti: “Volevano uccidermi. Li devono cacciare”

ROMA – Il racconto del conducente dell’autobus assalito a Parma da un gruppo di migranti: “Ora ho paura. Hanno minacciato me e la mia famiglia” ha detto in esclusiva a Il Giornale.

“Sono stato aggredito da parecchie persone di colore. Circa 15-20 neri”.

Perché? “Forse se la sono presa perché provavo a farli spostare dalla banchina. Quando sono arrivato erano seduti in mezzo alla piazzola di sosta a bivaccare. Ho suonato il clacson, ma non si muovevano. Allora ho cercato di evitarli con alcune manovre e sono andati su tutte le furie. Loro dicono che andavo forte, ma per entrare in quella corsia devo fare manovra, è impossibile entrare veloce. Si arriva piano”.

Erano infuriati anche perché lei li stava riprendendo con un cellulare. “Ho fatto quel video per tutelarmi (guarda il video). Perché temevo che l’azienda mi facesse pagare i danni al bus. Ho visto che tiravano calci all’autobus e così ho ripreso la scena per cercare di identificare qualcuno di loro, sennò l’azienda chiede i danni a me” […]

Ha informato l’azienda (Tranvie Elettriche Parmensi,Tep) di quanto successo? “Certo. Martedì ho chiamato e ho detto loro che alle 18.30 sarei passato di nuovo dalla stazione, chiedendo ci fosse un tutore dell’ordine. Loro mi hanno detto: ‘Manderemo qualcuno e se poi succederà qualcosa chiameremo i carabinieri’. Quando sono arrivato là c’era un controllore e un altro autista. Però con 20 neri non sono riusciti a tenerli a bada”.

E così è scattata di nuovo la scintilla ed è partita l’aggressione. “Ero convito che mi ammazzassero. Ero lì, a terra, pensavo: ‘Ora mi uccidono’. Io sono abbastanza forte, ho cercato di difendermi e bloccargli le mani. Guardi che quello che mi ha aggredito era bello alto. Fanno paura. Io sono robusto, ma se al mio posto ci fosse stato un collega meno forte, ora sarebbe morto”.

Ha paura? “Mi hanno minacciato dicendo che verranno a casa mia a prendere me e la mia famiglia. Ho un figlio di otto anni: certo che ho paura. Loro invece non temono nulla”.

Sono convinti di rimanere impuniti. “Io ho presentato denuncia ai carabinieri, consegnando i video. Ma non so se li prenderanno. Io in trenta anni di servizio le uniche persone con cui ho avuto da dire sono stati gli stranieri. Da quando ci sono questi flussi di migranti va sempre peggio, sempre peggio, sempre peggio. Deve cambiare qualcosa. Dovrebbero darci una mano, che li mandino via. Non lungo la strada a fare quello che vogliono” […]

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