Blitz quotidiano
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Pasquale Izzi freddato sotto casa mentre tornava in carcere

NAPOLI – Lo hanno freddato sotto casa mentre rientrava in carcere dopo un permesso premio per le festività di Pasqua. Vittima dell’agguato è Pasquale Izzi, pregiudicato di 55 anni: è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via traversa Janfolla, nel quartiere di Miano alla periferia Nord di Napoli. Sull’episodio, verificatosi poco dopo le 9.30 di martedì 29 marzo, indagano i Carabinieri.

Izzi era detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino, ma era tornato a casa per trascorrere la Pasqua in famiglia, grazie ad un permesso speciale di 5 giorni. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l’uomo era da poco uscito di casa e stava riponendo i suoi bagagli in macchina per fare ritorno in carcere, quando è stato affiancato da uno o più sicari che hanno fatto fuoco contro di lui ferendolo in varie parti del corpo con modalità tipiche di un agguato.

Nel passato della vittima figurano una serie di reati contro il patrimonio ma non risultano affiliazioni ai clan della camorra. Avrebbe terminato di scontare la sua pena a luglio: era un rapinatore seriale e nel 2008 era finito in galera. Ma non risultano affiliazioni ai clan della camorra. Eppure è stato ammazzato a pochi metri dalla casa di Carlo Lo Russo che secondo gli inquirenti sarebbe al momento il reggente dell’omonimo clan, visto che i fratelli Mario e Salvatore sono anch’essi rinchiusi in carcere. Salvatore è anche diventato un collaboratore di giustizia.

Osserva il quotidiano Il Messaggero che pubblica anche le foto del luogo dell’agguato:

Difficile che il delitto possa essere stato organizzato senza l’assenso della cosca: nessuno si può permettere di agire in quella zona senza che i Lo Russo lo vogliano. Due, quindi, le ipotesi avanzate dagli inquirenti subito dopo l’agguato.

La prima: Izzi potrebbe essere stato ammazzato per qualcosa avvenuta molto tempo fa, e qualcuno potrebbe aver deciso di fargli scontare prima il debito contratto con lo Stato per poi saldare i conti della malavita.

La seconda: il rapinatore potrebbe aver detto qualcosa di sbagliato proprio in questi ultimi giorni, facendo temere a qualcuno il suo imminente ritorno a casa. In queste ore i carabinieri stanno interrogando tutti gli uomini dei Lo Russo per tentare di trovare la chiave del delitto.