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Pasquale Malafronte sbranato e ucciso dai suoi cani a Battipaglia

SALERNO – Quei due cani di razza corso erano la sua passione. Tutte le mattine percorreva oltre sessanta km per garantire loro il cibo e un po’ di compagnia. Mai avrebbe immaginato di finire sbranato e ucciso proprio da quelle due bestie che a lui erano legate in maniera morbosa al punto da mal sopportare la presenza di un altro cagnolino. E’ morto così Pasquale Malafronte, 78 anni, di Castellammare di Stabia (Napoli). Custodiva gli animali in una baracca sulla Litoranea di Battipaglia, in via Idrovora, nei pressi di alcune serre dove coltivava fiori.

L’anziano, qualche mese prima della morte della moglie avvenuta a causa di una malattia a gennaio di quest’anno, era tornato a vivere nel suo paese di origine per accudirla e starle più vicino. Tuttavia non aveva abbandonato alla loro sorte i due animali. E come di consueto, intorno a mezzogiorno, si recava da loro per portargli da mangiare. Ma questa volta aveva con sé anche uno yorkshire nella sua Fiat Doblò.

I due cani, entrambi maschi e gelosissimi del padrone, a quel punto hanno iniziato a scagliarsi contro la portiera, approfittando anche del finestrino quasi del tutto aperto, mal tollerando probabilmente la presenza del cucciolo. L’uomo, per paura che gli potessero fare del male, si è frapposto facendo scudo con il suo corpo. All’incidente non ha assistito nessuno. Solo in un secondo momento il corpo riverso a terra è stato notato da alcuni passanti che hanno allertato i carabinieri.

Non si sa se l’uomo sia stato spinto a terra dagli animali o se sia caduto a seguito di un malore, essendo diabetico e portatore di bypass, prima di essere azzannato. Dalle ferite riportate si sa per certo che è stato trascinato intorno alla macchina, tanto da avere il braccio destro devastato e l’orecchio sinistro staccato. Ma a causare la morte è stata una profonda ferita alla giugulare provocata del morso da parte di uno dei due animali.

Secondo le informazioni raccolte dai carabinieri, che hanno sentito una figlia dell’anziano, i due animali anche in passato avevano avuto atteggiamenti aggressivi tanto da aver ucciso un cane di piccola taglia. Al momento si trovano sotto sequestro al canile di Cicerale (Salerno) e molto probabilmente saranno soppressi. Un’ipotesi cui si dice contraria la Lav.

Gli animalisti chiedono che “i due cani non vengano uccisi e che siano invece sottoposti, come previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute, ad un percorso di riabilitazione comportamentale che li restituisca ad una vita normale, non confinati in una baracca”. Secondo Ilaria Innocenti, responsabile nazionale Lav area Animali Familiari, si tratta di “un evento tragico ma prevedibile, date le modalità di detenzione di cui siamo a conoscenza dalle prime notizie, modalità che non favoriscono certo la socializzazione dei cani, né con gli altri animali, né con le persone”.

Intanto la salma dell’uomo, dopo l’esame esterno del cadavere affidato al medico legale Maria D’Aniello, è stato restituito ai cinque figli che lo hanno così riportato a casa, tra il dolore e lo shock per una morte imprevedibile.