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Patente senza esami, smantellato giro d’affari da 600mila euro al Nord

TREVISO – Patente facile, senza esami teorici, in cambio di una somma di denaro. E’ un giro d’affari che rende 600mila euro l’anno e che la Polizia stradale di Treviso ha scoperto: la truffa era portata avanti da un’organizzazione i cui dieci componenti sono stati arrestati. L’operazione, scattata alle prime ore di lunedì, è coordinata dal pm Federica Baccaglini della procura di Padova, che oltre ai provvedimenti restrittivi ha emesso decine di perquisizioni a carico di indagati delle province di Treviso, Venezia, Bergamo e Brescia.

L’inchiesta ha permesso di smantellare l’organizzazione che da anni consentiva il conseguimento fraudolento della patente di guida a italiani e stranieri attraverso la falsificazione di centinaia di esami teorici di guida nelle motorizzazioni di Treviso, Padova e Venezia, per un giro d’affari annuo di oltre 600.000 euro.

Recentemente è stato scoperto un altro caso di truffa: si trattava di un pakistano pizzicato con il classico auricolare nelle orecchie per avere le risposte giuste. Il pakistano di 36 anni è stato sorpreso, durante l’esame di teoria per la patente di guida mentre utilizzava, nascosto sotto la camicia, un telefono cellulare, attaccato con nastro adesivo all’altezza del petto, la cui videocamera era posizionata in corrispondenza di un piccolo foro in corrispondenza dei disegni floreali della camicia, che permetteva la ripresa delle immagini dei quiz proiettate sul monitor.

Dall’altra parte del telefono un complice collegato in videochiamata, riusciva a vedere in tempo reale la schermata dei quiz per poi suggerire, attraverso un miniauricolare, le risposte giuste.

Il pakistano è stato denunciato per truffa ai danni dello Stato in concorso con ignoti, ma sono in corso indagini per di identificare il complice. Complicato è stato il sequestro dell’auricolare, estratto al pronto soccorso: per paura di essere scoperto, si era talmente spinto l’apparecchio, di dimensioni ridottissime, all’interno dell’orecchio, da non riuscire più a toglierselo.

A destare il sospetto del funzionario della Motorizzazione che presiedeva la seduta di esame e che ha chiesto l’intervento della polizia stradale è stato l’atteggiamento impacciato della persona ed il rigonfiamento sulla camicia dovuto alle apparecchiature nascoste. Gli agenti, una volta arrivati sul posto hanno lasciato che il cittadino pakistano terminasse il test per poi intervenire, allontanandolo dall’aula e scoprendo sotto la camicia il marchingegno che consentiva la ripresa delle immagini.

 


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