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Pescara, abitanti contro la moschea improvvisata: “E’ pericolosa”

PESCARA – Gli abitanti di Pescara scrivono al prefetto e al questore: “La moschea è pericolosa”. E Forza Italia presenta una interrogazione urgente al sindaco. In realtà, spiega Andrea Bene sul quotidiano Il Centro, non si tratta di una moschea vera e propria, ma di alcuni locali adibiti a luogo di preghiera dai tanti musulmani che abitano nella zona attorno a via Pisa.

Gli abitanti del palazzo in cui si trova la moschea improvvisata hanno così deciso di scrivere una lettera a prefetto, questore, sindaco e gruppi consiliari del Comune per spiegare il loro timori. E Forza Italia ha presentato un’interrogazione al sindaco.

La lettera è firmata dal portavoce dei residenti, Luciano Alessandrini, padre della consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini. Scrive il portavoce Alessandrini:

“Al piano terra del civico 34, a nostro avviso in modo illegale, è stata insediata una moschea. Sì proprio una moschea. Ci chiediamo, affinché nessuno un domani possa dire “Io non lo sapevo”, se siano stati rilasciati i permessi per questa destinazione d’uso. Anche se la funzione di moschea fosse occultata dietro la figura giuridica di associazione si può consentire tutto quello che realisticamente avviene in questo locale? Il rispetto delle norme deve valere allo stesso modo sia per il cittadino da sempre pescarese, che per i nuovi cittadini provenienti da altri Paesi con altri modi di vivere, legali o illegali che siano. Le nostre rimostranze, le nostre continue richieste d’intervento ai vigili urbani, il nostro esposto alla procura della Repubblica, alla Asl, al Comune, non hanno avuto alcuna risposta”.

Nella lettera si fa presente che ogni venerdì dalle 12:30 nel locale si raduna un centinaia di persone.

“La questione è la sicurezza, tale locale è dotato di un solo accesso, due aperture rimangono sempre chiuse con le serrande abbassate. Non ha uscite di emergenza. Non sono minimamente rispettate le condizioni basilari di agibilità, sicurezza e igiene. In occasione del Ramadan, vengono consumati pasti in spregio alle più elementari norme di sicurezza igienica. Il cibo è preparato nello stesso ambiente e, a volte, i residenti hanno la sensazione che qualcuno dorma all’interno del locale di notte. Inoltre non è bello ed è anche offensivo essere apostrofati come razzisti appena invitiamo a lasciare libero il passaggio d’accesso allo stabile. La pazienza è al limite e vorremmo almeno recuperare la nostra tranquillità”.

 


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