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Petaloso, il papà lo vuole brevettare. Ma scopre che…

ROMA – “Petaloso” non è solo un aggettivo originale, venuto in mente a un bambino di 8 anni. Non è solo il tormentone web degli scorsi giorni. Per il papà di Matteo poteva essere l’occasione di fare qualche soldino, registrando la magica parola. Peccato però che all’ufficio brevetti abbia scoperto una brutta sorpresa. Racconta Il Giornale:

La brutta sorpresa è arrivata lunedì, quando il padre del bimbo, Marco, si è recato a registrare il brevetto della parola a Ferrara. Negli uffici, però, ha scoperto che c’erano già tre marchi registrati sotto il nome “petaloso”, uno dei quali con validità comunitaria. La beffa, però, sta nella data: tutti e tre erano stati registrati appena tre giorni prima. Purtroppo secondo le regole vigenti la “invenzione” della parola non assegna alcuna priorità ai Trovò: “In queste questioni di brevetti, che sono delicatissime, conta solo il fattore tempo, cioè chi ha depositato per primo, e le caratteristiche dei marchi” spiega Mauro Giannattasio, direttore della Camera di commercio di Ferrara, al quotidiano locale “La Nuova Ferrara”. Solo il tempo potrà dire a chi spetterà definitivamente la proprietà della parola – e del suo eventuale utilizzo commerciale.

A raccontare la storia della nuova parola inventata dal bambino è proprio la maestra Margherita Aurora, che sul suo profilo Facebook ha pubblicato le foto in cui mostra la lettera ricevuta dall’Accademia della Crusca in cui viene spiegato che la parola petaloso potrebbe essere corretta, ma per entrare nel dizionario ha bisogno di diventare di uso comune per molte persone. “Qualche settimana fa, durante un lavoro sugli aggettivi, un mio alunno ha scritto di un fiore che era “petaloso”. La parola, benché inesistente, mi é piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo”. Ed ecco la risposta che l’Accademia della Crusca ha inviato al piccolo Matteo:

“Caro Matteo, la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano come sono usate parole nello stesso modo. La tua parola è bella e chiara, ma come fa una nuova parola a entrare nel vocabolario? Una parola entra nel vocabolario se tante persone la usano e la capiscono e tante persone cominceranno a dire e scrivere “Com’è petaloso questo fiore!” o come suggerisci tu “Le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”. Non sono gli studiosi a decidere quali parole nuove sono elle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti) allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario”.


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