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Piacenza, bucano tubo per rubare gasolio. Come a Fiumicino e…in Nigeria

PIACENZA – Un buco nel tubo per rubare gasolio: è successo a Piacenza, con annesso disastro ambientale viste le fuoriscite sui campi. E’ successo a Fiumicino, alle porte di Roma, con protesta degli abitanti. Succede regolarmente in posti come la Nigeria, paese che di greggio ne ha in abbondanza, dove la popolazione cerca di accaparrarsi il prezioso materiale facendo, appunto, buchi nelle condotte. Una prassi che provoca a volte esplosioni e molti morti.

Nella notte l’ultimo caso: migliaia di litri di gasolio sversati nella campagna alle porte di Piacenza. Un danno ambientale ingente con il rischio, al momento eventuale, di un interessamento anche della falda acquifera. E’ quanto una banda di ladri ha causato la scorsa notte nel maldestro tentativo, fallito, di rubare ingenti quantità di gasolio agganciandosi direttamente all’oleodotto interrato della linea Eni tra Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) e Fiorenzuola d’Arda (Piacenza). I ladri, in piena notte, dopo aver scavato in profondità per un paio di metri nella campagna hanno intercettato la condotta. Con mezzi rudimentali hanno praticato un foro nel tentativo di installare una sorta di rubinetto in modo da creare un sistema agevole per rubare il gasolio di volta in volta, ma qualcosa è andato storto e la situazione è sfuggita di mano. A quel punto hanno deciso di fuggire abbandonando tutto mentre il gasolio in pressione fuoriusciva dalla condotta finendo nei canali agricoli. Sul posto vigili del fuoco, polizia e carabinieri.

Erano circa le 4 quando i tecnici della centrale Eni si sono accorti dell’improvviso calo di pressione sul tratto piacentino della linea e l’hanno subito isolata per una lunghezza di circa 5 chilometri. Nel frattempo sul posto sono arrivati vigili del fuoco, polizia e carabinieri, ma i ladri erano già spariti abbandonando la loro attrezzatura. I tecnici Eni e quelli di Arpae stanno gestendo la situazione per cercare di limitare l’impatto ambientale dell’incidente, mentre gli agenti della polizia scientifica di Piacenza e i colleghi delle volanti hanno avviato le indagini.

Un altro furto di gasolio, dopo quello della scorsa notte, aveva già fatto temere un disastro ambientale alle porte di Piacenza, lungo le rive del fiume Trebbia, nel marzo 2014. Anche in quel caso una banda di ladri, nel tentativo di allacciarsi abusivamente a una linea dell’oleodotto, aveva perso il controllo della situazione ed era scappata abbandonando un furgone rubato con taniche da mille litri, lasciando uscire liberamente il gasolio in superficie. Il combustibile aveva invaso un’area di alcuni ettari per decine di migliaia di litri. Ad accorgersi di una situazione anomala erano stati i carabinieri del Nucleo radiomobile di Piacenza, che transitando avevano notato il mezzo abbandonato in un campo a Quartazzola. La scena che si erano trovati davanti era chiara, con un raccordo di fortuna approntato dai ladri – già fuggiti da tempo – e il gasolio ad altra pressione che usciva: i malviventi si erano allacciati con mezzi di fortuna a un pozzo lungo la linea sotterranea dell’oleodotto. I vigili del fuoco avevano tamponato provvisoriamente la situazione con materiale assorbente, mentre la società che gestisce la linea aveva provveduto a chiudere il flusso a monte della perdita. Sul posto anche i tecnici dell’Arpa per valutare l’impatto ambientale.