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Piazza del Popolo Roma svenduta: 500 euro al giorno di affitto

ROMA – Piazza del Popolo Roma svenduta: 500 euro al giorno di affitto. Meglio non chiedere a chi abita nei pressi di Piazza del Popolo cosa pensi del Coca Cola Summer Festival che ha portato 15mila persone nello storico emiciclo sotto la scalinata del Pincio, insieme a disagi e decibel spacca-timpani. Se ci chiediamo invece quanto abbia incassato il Comune dall’affitto della piazza scopriamo che ogni giorno di utilizzo costa 500 euro tutto compreso.

500 euro, per usufruire liberamente di uno spazio scenografico fra i più suggestivi al mondo, nemmeno il prezzo di una suite non nel miglior albergo di Roma.

Del resto, come successe per il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo, il tariffario comunale è quello: un euro e 40 al metro quadrato al giorno. Nulla di irregolare e nemmeno dannoso per le casse – disastrate – di Roma Capitale come anche la Corte dei Conti ha accertato. Nel caso di Piazza del popolo la piazza è stata affittata dal 18 al 28 giugno (5.413 euro per un’area di 2.065 metri quadrati), dal 23 al 26 giugno si sono esibiti gli artisti live che il 4 luglio potranno essere ammirati in tv nella trasmissione di Canale 5. Maria Egizia Fiascehetti del Corriere della Sera prova a circoscrivere criticità e possibili soluzioni di questi affitti da saldo.

Veniamo agli oneri a carico dell’organizzazione: oltre alla pulizia dell’area (all’Ama risultano pagati 3.900 euro), la creazione «di un adeguato presidio medico sulla base delle indicazioni che verranno fornite da Ares 118» e la sicurezza delle persone. Vincolante la polizza assicurativa per eventuali danni, nello specifico alle «emergenze monumentali», con copertura fino a 1 milione e mezzo di euro.

E però, sottolinea Nathalie Naim, consigliera neoeletta con i Radicali nel I Municipio, «secondo il regolamento d’uso delle piazze storiche di Roma (delibera numero 48 del 2009) questi luoghi di inestimabile valore storico-artistico e culturale possono essere concessi non più di una volta al mese per non più di tre giorni, comprensivi di montaggio e smontaggio». Altra considerazione: «La norma prevede che possano essere adibite solo a eventi di particolare valore culturale con esclusione di qualsiasi attività commerciale e a scopo pubblicitario». (Maria Egizia Fiaschetti, Corriere della Sera)