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Pietro Vagnone: borsa di studio Usa a calciatore dilettante

ROMA – Pietro Vagnone: borsa di studio Usa a calciatore dilettante. Un ragazzo di Torino, fresco di maturità, è stato appena ingaggiato da una università di Tampa in Florida: ha ricevuto una borsa di studio per studiare alla Saint Leo University per meriti calcistici. Proprio così: le sue imprese da semi-professionista del Settimo Juniores gli sono valse 36mila dollari l’anno, appunto la retta dell’Università.

Pietro Vagnone, ex allievo del liceo Spinelli e capitano del Settimo, è un ragazzo davvero sveglio: da solo ha seguito la traccia che conduce all’assegnazione di borse di studio che negli Stati Uniti (basta pensare al basket) comprendono i meriti sportivi. E visto che la la squadra di calcio del Saint Leo ha bisogno di giocatori di qualità e testa, il gioco è fatto. La chiave è stata trovare un’agenzia specializzata in questo genere di borse di studio, il giusto intermediario tra domanda e offerta. La storia, raccontata su La Stampa, è più che edificante: quanti bravi calciatori in erba con voglia di studiare ma che non diventeranno mai un Totti corrono sulle migliaia di campi sportivi italiani?

«In Italia – racconta – sarebbe stato difficile: là ogni college ha la sua squadra, qui università e sport sono due binari separati». Università e calcio soprattutto. Se fosse rimasto avrebbe pagato la retta e giocato tra i dilettanti piemontesi. «Pepe» è un esterno, testa e carisma da leader. Nell’ultima stagione ha trascinato i compagni fino al titolo di vicecampioni nazionali: la migliore annata delle sette trascorse nel club della prima cintura.

A Settimo Vagnone è cresciuto, facendo la spola tra il campo e il Liceo Spinelli, la scuola internazionale della pre-collina torinese. Compiti e pallone, con le regole controtendenza di mamma e papà: «Non si possono sacrificare gli studi. Il calcio finisce, bisogna costruirsi una vita». Quindi: matematica in pullman tornando dalle trasferte, ripassi per recuperare le assenze di maggio e giugno. Pietro sui libri non ha mai zoppicato e quest’anno ha camminato ancora più spedito, destinazione Stati Uniti. (Lucia Caretti, La Stampa)